LA CILIEGINA SULLA TORTA

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LA CILIEGINA SULLA TORTA

Qualche tempo fa conobbi un uomo , non un uomo qualunque, ma l’uomo dei miei sogni, quello che ognuno cerca e non trova quasi mai. Beh, io lo avevo trovato!!!
Così casualmente, in una tabaccheria mentre stavo comprando un pacchetto di sigarette. Lui era davanti a me di spalle e stava pagando due pacchetti di toscani .
Era imponente, più alto di me, due spalle larghe e robuste, brizzolato, un culo tondo e sodo. Ma quello che più mi colpì fu la sua voce, bassa e profonda.
La voce che da sempre sentivo durante i miei sogni erotici, maschia e severa. Mi era così familiare!!! Mi fece venire la pelle d’oca.
Quando finì di pagare si girò per andar via, così velocemente da non riuscire a vedere il suo volto. Lo seguii con lo sguardo mentre camminava verso l’uscita.
” Signore cosa le serve???” Mi chiese il tabaccaio attirando la mia attenzione.
” Si mi scusi, un pacchetto di marlboro rosse e un gratta e vinci da cinque euro” ritornando un po’ imbarazzato alla realtà.
Pagai e mi misi in disparte per grattare e tentare la fortuna. Neanche a dirlo quel biglietto non era fortunato. Ma la fortuna è beffarda, e gioca in modi diversi.
” Mi scusi, è suo il BMW nero qui fuori?” Quella voce!!! Mi voltai subito e lo vidi, era lui!! L’uomo dei miei sogni, non avevo dubbio alcuno.
“Si è mia , perché?” Dissi con la voce rotta da un emozione inspiegabile.
” Nulla, ha parcheggiato troppo vicino alla mia macchina e non riesco ad aprire per entrare. Se può spostarla per cortesia” la sua non era una richiesta amichevole,ma mi sembrò quasi un ordine .
Senza dire nulla, uscii dal negozio, saltai in macchina e iniziai a fare manovra per spostarmi. Fu in quel momento che mi innamorai di lui. Era in piedi davanti a me, fiero, cazzuto, e bellissimo!!! Aveva i capelli cortissimi, brizzolati, così come il pizzetto non curato, ma lasciato crescere selvaggiamente, folto. Il colore della pelle olivastro, due occhi verdi ipnotici. Era ben piazzato di fisico, non palestrato, naturale , un po’ di pancetta ma dura. Braccia tatuate, pelose e un pacco sotto i jeans che…….BUM!!!!! Vengo investito da una macchina proprio mentre facevo retromarcia. Pensai subito alla gran figura di merda che avevo fatto davanti al mio uomo dei sogni. Mi ero distratto ad ammirarlo e non ho prestato attenzione alla guida. Ero convinto di avere tutta la colpa . Invece , grazie anche al repentino soccorso del mio amico, a quanto pare la colpa era dell’altro guidatore. Infatti compilammo il foglio di constatazione amichevole a mio favore. E lui mi aiutò per tutto il tempo, forse perché aveva intuito il mio stato di shock iniziale.
“Ti ringrazio, sei stato molto gentile ” gli dissi dopo che l’incauto guidatore se n’era andato.
” Ma scherzi??? Grazie di cosa? Era il minimo dopo che per colpa mia hai ammaccato la macchina. Mi sento un po’ in colpa. Ti ho messo fretta nello spostare l’auto e adesso ci sto un po’ male. Mi dispiace. Ti chiedo scusa!!” Mi disse con tono di rammarico. Mi sembrò tanto sincero quanto sexy.
” Ma si stai tranquillo, paga l’assicurazione. E poi se devo essere sincero un po’ di colpa ce l’ho anche io. Purtroppo ero distratto , completamente distratto ” gli dissi accennando un sorriso.
” Beh, avrai avuto i tuoi pensieri. Tutti abbiamo i nostri problemi. Ciò non toglie che mi sento in colpa. Vorrei rimediare in qualche modo” povero lui.
” Come ti chiami? Arturo? Piacere io sono Guerrino. Senti Arturo, l’unica colpa che ti si può attribuire, e accetta le mie parole per quello che sono, senza malizia, è di essere un bono della madonna!!! E sei un pericolo per quelli come me che invece di concentrarsi su quello che fanno, rimangono folgorati da tanta bellezza mascolina. Sono gay, e sono un debole . Davanti a uno come te perdo la ragione completamente ” gli dissi senza mezzi termini. O la va o la spacca!!!
Lui dopo avermi fissato negli occhi serio , ad un tratto cambiò espressione del viso e ridendo di gusto mi afferrò per il collo e mi disse ” Amico mio, sei una sagoma guarda, ammiro il tuo coraggio, e ora so cosa devo fare. Alla tua macchina ci pensiamo domani. Sali nella mia che ti voglio offrire la cena!!! ” il cuore mi batteva fortissimo, ma non potevo rifiutare il suo invito, per me era un ordine e dovevo obbedire. Così feci.
Durante la cena parlammo molto. E bevemmo tanto. Saltò fuori che Arturo era un uomo di 50 anni appena compiuti, che era divorziato da 15 anni, che non aveva figli perché lui o la ex aveva un problema, non indagai su questo ma pensai che forse poteva essere stata la causa della separazione . Che viveva da solo, che attualmente era single ma che , ahimè, era un grande amante della figa. Faceva il trasportatore per un azienda agricola in zona. E che quello era il suo primo giorno di ferie. Due settimane di meritato riposo.
Più lui parlava , più io ero rapito da lui, dal suo sguardo penetrante, dalle sue labbra carnose, dai suoi denti avorio, dalle sue braccia possenti, dagli avambracci pelosi, dalle sue mani grandi e consumate. Ma ciò che mi faceva perdere i sensi era il suono della sua voce.
Finito di cenare mi invitò a casa sua a bere qualcosa e continuare la serata. Ero a piedi, abbastanza ubriaco ma non troppo da perdere il controllo, accettai l’invito ” Si Signore!!!”
Durante il tragitto mi disse che non era mai stato con un uomo, e che non aveva nessuna intenzione di farlo. Pensai, perché mi porti a casa tua allora?
“Tranquillo Arturo non ti salto addosso ” falsa bugiarda puttana che non sono altro!!
Insomma per farla breve, arrivammo a casa sua, in mezzo alla campagna rovigotta. Mi ritrovai in mezzo al nulla. Entrammo in quella che era una modesta casa stile rustico. Isolata. Subito prese due bicchierini e li riempì’ di una grappa che si vantò essere di produzione di un suo caro amico.
Brindammo alla serata, poi alla mia macchina, poi a noi due. Dopo il terzo brindisi non ricordo il motivo ma ci ritrovammo in mutande!!!!
” Ma tu se non sbaglio hai comprato dei sigari, ricordo bene?” Gli chiesi io curioso di vederlo fumare.
” Hai ragione!!! Bravo, sono in macchina. Hai voglia di uscire a prenderli? La macchina è aperta” corsi subito!!!
Quando rientrai, con mio sommo stupore e piacere, Arturo chissà come e dove, aveva perso le mutande!!!
Ecco esattamente come nei miei sogni lui era sul divano, spaparanzato, gambe divaricate, completamente nudo.
Mi avvicinai per porgergli i sigari in mano. Sarò stato pure ubriaco , ma non così tanto da non notare una cosa che non avevo mai visto in vita mia.
Lui con fare maschio si accende il suo sigaro, mi ordina di spogliarmi nudo, e mi dice con voce severa” Ti piace?????”
Allora torno a fissare tra le sue cosce, cerco di aguzzare la vista annebbiata dell’alcol, e dopo essere sicuro al cento x cento che non era frutto della mia fantasia, ma che ciò che vedevo era reale, risposi con un secco ” SI!!!”
” Allora cosa aspetti a metterti a 4 zampe e cominciare a leccare?” Mi ordinò
Eccitato più che mai, mi misi a terra tra le sue cosce e iniziai a leccare quella splendida e saporita figa pelosa!!!!!!
Ebbene sì, Arturo, l’uomo dei miei sogni era un ermafrodita.
Quella cosa che da sempre mi aveva fatto schifo, o meglio non era di mio gradimento, addosso a lui calzava a pennello!!!! Era in tutto e per tutto un maschio perfetto, il petto villoso, la pancia dura e pelosa, le gambe grosse e ricoperte di pelo, il volto reso ancora più sexy da quel pizzettone trasandato.
La sua voce, Dio che voce. Il suo modo di fumare il sigaro. Era già tutto così sufficiente per me. E invece ecco arrivare la perfezione.
Non era la prima volta che mangiavo una figa. Ma era di sicuro la prima volta che mi piaceva da impazzire!!!
La leccai con una passione tale che mi ritrovai la faccia, la barba completamente inzuppate di saliva e uno strano liquido prodotto dalla sua vagina.
“Sei bravissimo amore mio, ora con la stessa intensità leccami il clitoride che ti vengo in bocca” mi disse lui facendomi notare che un po’ più in su si trovava un micro pene che fungeva da clitoride vero e proprio. Che bizzarra la natura!!! Spostai la lingua di qualche centimetro in su e cominciai a prendere confidenza con quell’affarino simile a un pene in miniatura che era il centro del suo piacere.
Non male, mi piaceva, soprattutto mi piaceva sentire il mio uomo godere come un matto. Dalla lingua passai alle labbra, lo succhiavo come se fosse una caramella dolcissima. Sempre più avidamente, famelico. Gli infilai due dita su per la figa e si trasformò all’improvviso in un gioco di lingua bocca e dita. Gli stavo trastullando la passera a dovere, finché lui gemendo di piacere mi disse col suo solito vocione ” Sto per venire!!!!” È così fu. Con mio e suo immenso piacere quel pene minuscolo fece uno schizzo di sborra calda direttamente nella mia bocca, e bevvi . FINE PRIMA PARTE

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