Una bella biondina

Una bella biondina
Io ed Elena uscimmo un sabato sera, essendo stati presentati qualche giorno prima da un’amica comune. Con la mia auto passai a prenderla sotto casa sua, dove avevamo fissato l’appuntamento. Elena era una bella biondina, con un viso simpatico. Indossava un paio di jeans e una camicetta a fiorellini abbondantemente aperta sul petto. Il suo seno non prorompente riempiva in minima parte la camicetta piuttosto larga. Ci dirigemmo verso un locale di sua conoscenza, dove mangiammo un gelato e conversando del più e del meno trascorremmo un paio d’ore molto piacevolmente. Poi uscimmo e mi chiese se mi andava di andare a casa sua ad ascoltare un po’ di musica. Accettai ben volentieri, e facemmo la strada inversa a quella dell’andata. Il suo appartamento era accogliente e gradevole, tipico per una ragazza di 25 anni che viveva da sola: ordinato, ricco di oggetti provenienti dai suoi viaggi o ricevuti in regalo, arredato con semplicità e con gusto. Ci sedemmo sul divano e mi fece ascoltare, con un certo orgoglio ma quasi temendo il mio giudizio, un CD che lei stessa aveva masterizzato, raccogliendo canzoni che a lei piacevano particolarmente. Quando arrivò un brano dolce e romantico, le chiesi se le andava di ballare un lento. Con un po’ di emozione mi fece cenno di sì, e ci ritrovammo in piedi abbracciati, a muoverci piano sul tappeto del salotto, al ritmo lento della musica. Con le mani sentivo la sua schiena magrolina sotto alla seta della camicetta. La parte sinistra della mia faccia era appoggiata sui suoi capelli lisci e profumati. Dopo un po’ allontanai leggermente la mia faccia dalla sua, la guardai per un attimo negli occhi e la baciai sulle labbra. Sentii la sua lingua calda e umida a contatto con la mia, e continuai a baciarla, sentendo il mio cuore che aumentava il ritmo del suo battito. Mi staccai un attimo, presi la sua bella testolina bionda fra le mani, con forza e delicatezza, e ripresi a baciarla, questa volta in maniera più appassionata. Mi staccai di nuovo, le sbottonai la parte di camicetta che non era già aperta e le denudai la pancia e il seno, che, come mi era sembrato, non era protetto da reggiseno. Ripresi a baciarla, tenendo una mano dietro alla sua testa, fra il collo e la nuca, sotto ai capelli, e accarezzandola con l’altra sulla schiena, sulla pancia, su entrambe le tette. Era bellissimo sentire la sua pelle liscia, la morbidezza delle sue tette, il suo respiro fattosi affannoso per le sensazioni piacevoli che anche lei stava provando. Mi prese per mano e mi accompagnò in camera da letto. La feci sedere sul bordo del letto, mi inginocchiai vicino a lei, le tolsi la camicetta, mi tolsi la mia, la feci appoggiare al letto con la schiena, le sfilai i jeans e le mutandine, e accarezzandola con le mani sulla pancia e sulle tette cominciai a baciarla con le labbra e con la lingua sulle cosce. Lentamente mi avvicinai alla figa, e quando ne sentii il calore e l’odore iniziai a leccarla piano, assaporando il liquido che la inumidiva, sentendo con la lingua la delicatezza delle superfici interne, insistendo dolcemente sul bottoncino del clitoride. Poi mi alzai, mi tolsi i pantaloni e gli slip, liberai il mio grosso cazzo in erezione, lo avvicinai alla sua figa e cominciai a penetrarla, prima con movimenti lenti, poi via via più veloci, e poi sempre con più energia, fino a sentire il rumore del mio corpo che sbatteva sul suo pube, sulle sue cosce, sul suo culo. Lei, sentendo sopra di sé il mio corpo muscoloso ed eccitato, e dentro di sé il mio uccello durissimo che la penetrava vigorosamente, dopo pochi minuti venne con un orgasmo accompagnato da numerosi “siii!” (pronunciati fra il grido e il sussurro), da potenti contrazioni di tutto il corpo e da uno sguardo rivolto all’indietro, completamente accecato dal piacere! Subito dopo anch’io mi lasciai andare al piacere, e raggiungendo l’orgasmo, al colmo dell’erezione, le sborrai dentro, immettendo nella parte più profonda della sua figa quattro o cinque grossi schizzi di sborra!

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