Sveva esibizionista al ristorante – Prima volta

Sveva esibizionista al ristorante – Prima volta
Avevo appena finito di leggere l’ultimo racconto di FRANCYFIGA “Francesca sempre più esibizionista” che sentivo il cazzo pulsarmi tra le cosce come a dire “Anch’io.. anch’io..”! La sensazione era quella di essere attraversato dalla testa ai piedi da una vibrazione, un sussulto, una smania che si è fatta subito desiderio impellente!

Tant’è che senza nemmeno accorgermene, in maniera del tutto automatica la mano mi è scesa sulla patta dei pantaloni, sbottonandoli e tirando a fatica il cazzo fuori già sodo e palpitante. Ho afferrato l’asta e con un movimento dolce ho scoperto il glande, era appiccicoso, diverse gocce di lubrificante fuoriuscito dal prepuzio mi avevano già impiastricciato. Mi stavo lentamente facendo una goduriosa sega pensando a come Francesca avesse usato le sue morbide poppe, i capezzoli inturgiditi dal freddo e la sua pelosa figa bagnata per divertirsi insieme al marito con quel cameriere.

Più questi pensieri si animavano e si arricchivano dei dettagli che mi tornavano alla mente e più la mia mano scorreva frenetica su e giù per l’asta che nel frattempo assomigliava sempre più ad un tronco nodoso. Mi alzo dalla scrivania del pc a cui ero seduto e lentamente mi stendo sul letto, mi libero dei pantaloni e delle mutande e spalanco le gambe per trasformare una bella sega in una grandiosa! In questa posizione infatti mi sembra ogni volta che il cazzo voglia quasi venir fuori dal perineo!!

Ripresi a menarmelo con foga e a godermi il film che la mia fantasia andava girando finché, come nella migliore tradizione giallistica, arrivò il colpo di scena.. zoom sul volto e primo piano: Sveva!
Ero così eccitato in realtà dal desiderio di vivere anch’io con Sveva un’esperienza tanto erotica e trasgressiva! Pensare che la mia donna potesse stuzzicare con il suo bellissimo corpo un perfetto sconosciuto e suscitare in lui tanto desiderio da imbambolarlo completamente mi ha fatto venire le palle gonfie come non mai ed il cazzo letteralmente di pietra.

Sono bastati pochi colpi di polso ancora per sentire un fiotto di caldo sperma venir su dalle palle e schizzare violentemente nell’aria per poi riscendere e macchiarmi la pancia ed il copriletto su cui ero steso. Una sborrata poderosa di quelle che ti lasciano senza forze si ma che ti ricompattano nel corpo e nell’anima.

Ora ero fisicamente meno teso ma con una gran voglia di realizzare quel film.
Passa qualche giorno ed i nostri giochi continuano tra le fantasie a letto e le chatt e le foto erotiche che io e Sveva ci scambiamo quando non siamo insieme. Ad un certo punto colsi così in uno di questi momenti il pretesto per inviarle i link all’account di questa coppia, ai loro video ed ai loro racconti.
“Interessante!” Fu questo il suo unico commento, ed io:
“Allora domani sera passo a prenderti ed andiamo a cena fuori! Voglio vedere che sai fare!!”
“Ok. Ci sto!”

Ero eccitatissimo!!!

“BEEP BEEP” Due colpi di clacson e lei esce bella come non mai (lo penso ogni volta che la vedo!).
Indossava un vestitino corto, nero, elegante ma anche semplice, con una generosa scollatura.
“Ti piace?”
“Sei bellissima amore!”
Metto la prima e parto, ci incamminiamo, un attimo di silenzio e poi cominciamo a raccontarci la giornata. Lei racconta, racconta, come se nulla fosse, io d’altro canto ero eccitato ma quella sua indifferenza mi fece venire dei dubbi.
“Avrà cambiato idea? Che succede?” – pensavo tra me e me – ma intanto non avevo nemmeno io il coraggio di dire nulla di esplicito in merito. Eravamo entrambi imbarazzati e con la voglia di non rinunciare alla nostra romantica intimità ma non ci avevamo ripensato.

A differenza di altre occasioni simili in cui mi ero scervellato a trovare il posto giusto, stavolta volevo lasciare al caso la scelta del posto dove “cenare”, così giunti nella città più grande vicino a noi, inizio a girare con l’auto per i posti che frequentiamo di solito finché siamo passati fuori una braceria abbastanza chiccosa con grandi vetrate sulla strada che permettono di vedere distintamente l’ambiente interno.
“Ci fermiamo qui? Non ci siamo mai stati!”
“Ok va bene”
Segno del destino, in una strada sempre super affollata di auto parcheggiate, troviamo posto immediatamente e proprio lì fuori, sul finire della lunga vetrata.

Entriamo, una cameriera ci accoglie e ci invita a scegliere il tavolo che preferiamo.
“Quello lì” – dico – ne volevo uno senza grandi poltrone o lunghe tovaglie che intralciassero la vista, e soprattutto che fosse disposto in modo da poter vedere ed essere visto da tutta la sala.
“Bene signori, accomodatevi, vi porto subito un menu”
Faccio sedere Sveva in modo che avesse la sala davanti e ne approfitto per un rapido censimento: diverse coppie e gruppi misti, due amici sul lato destro al tavolino piccolo vicino alla vetrata, un cassiere, un cameriere, una bar tender e la cameriera che ci aveva accolto.
Io preferisco mettermi di fronte a lei dando le spalle a tutto e a tutti.

La prima metà della serata trascorre sulla scia delle premesse in macchina, tra ordinazioni e racconti; l’idea che forse Sveva ha cambiato idea prende sempre più corpo. Comincio quasi ad infastidirmi, non capisco.
Poi la birra inizia a fare il suo dovere e noto il suo sguardo soffermarsi sempre più spesso dietro le mie spalle sulla sua destra, in pratica dove prima avevo visto quei due.
“Tesoro non senti caldo?”
“Si ma che posso fare?”
“Slaccia qualche bottone al vestitino!”
“Si ma è il reggiseno che mi sta stressando..”
“E allora toglilo!”
“Posso?”
“Se senti caldo!”
“Si hai ragione!”

Pochi abili movimenti sotto il vestito, zero spazio alla fantasia su ciò che stesse facendo, ed in men che non si dica era con il reggiseno in mano e metà tette fuori. Poi con la sua aria da finta svampita si guarda intorno, forse per accertarsi che la stessero guardando, e con nonchalance infila lentamente il reggiseno in borsa.
Wow..
L’eccitazione e la fantasia, grazie all’alcol, prendono il sopravvento così iniziamo uno scambio di battute hot sul suo seno in bella vista e sul mio cazzo se fosse già duro o meno, le risate aumentano e con esse la nostra voglia di cose porche. Sveva quando è ubriaca comincia a non reggere la testa, sembra quasi che le pesi, perciò la appoggia ogni volta appena può dovunque e dappertutto. Stavolta l’appoggia al muro alla sua sinistra sorridendo maliziosa.

“Sei ubriaca? Vogliamo uscire?” – le chiedo – quando arriva il cameriere che ci sta servendo già da un po’ dopo che la cameriera che ci ha accolto all’entrata ci ha servito solo da bere.
“Si, è meglio!”
“Il conto, per favore!”
“Subito signore”

“Arrivederci, tornate a trovarci!”
“Arrivederci”

Uno, due, tre passi fuori dalla porta e le nostre lingue si rincorrono all’impazzata! La afferro per i fianchi e la stringo forte a me con la figa che spinge sul cazzo mentre con la lingua continuo a scoparle la bocca. Dai fianchi al culo il passo è breve perciò lascio scivolare le mani, le afferro le natiche e gliele divarico con forza. Geme e si contorce di piacere Sveva.
Sto per salire alla tetta con la mano sinistra, ho voglia di strizzarle il suo bellissimo capezzolo rosa chiaro, quando giro la testa e mi accorgo che dalla vetrata il cameriere in testa e molti clienti si stanno godendo lo spettacolo. Rinsavisco. Siamo per strada.
“Vieni andiamo in macchina!”

CLICK CLICK – Apro l’auto ma con una mano mi sto già tirando fuori il cazzo. Entriamo, non ci siamo ancora seduti che la afferro per i suoi bellissimi ricci biondi e come una puttana, con forza, la porto con la testa tra le mie cosce.
“Succhia! Succhiami il cazzo ti ho detto!”
Sveva si esibisce in un pompino magistrale! Comincia succhiandomi e leccandomi le palle mentre con la mano destra mi sega. Ha la lingua calda con cui disegna spirali vorticose intorno allo scroto fino a ficcarselo completamente in bocca. Rantola Sveva. Dedicarsi in maniera così totale nel dare piacere al cazzo le dona un indescrivibile piacere. Ora è completamente in balìa del sesso.

“Fammi vedere quanto sei bagnata, apri le cosce!”
Distesa com’è col culo sul sedile al lato passeggero e la testa a spompinarmi al lato guida, alza la coscia destra e la appoggia sul finestrino che si è aperto automaticamente con l’apertura dell’auto. Ora ha la bocca piena e la figa ed il culo spalancati. Non resisto, le infilo prima due, poi tre dita tra le cosce. E’ allagata di un succo denso e caldo che sembra facilmente inghiottire anche il quarto dito. Inizio a ravanare frenetico con colpi profondi e veloci verso la sottile membrana che separa il culo dalla figa ed alterno momenti di rapidi ed incessanti movimenti ad altri più soft e delicati senza però mai fermarmi.

Gode e si contorce la mia femmina, dalle palle passa al cazzo come una forsennata, lo succhia, lo lecca, lo morde, gioca con la cappella e poi giù fino in gola, e ancora su e ancora giù, senza pausa, senza indugi, ciucciando, leccando e baciandomi il cazzo come se non ci fosse un domani.
E’ l’estasi.
Con gli occhi sbarrati e la bocca semiaperta rilasso il capo sul poggiatesta e continuo ad ondeggiare col tronco a destra e a sinistra quasi come a dire “Non è possibile tanto piacere..”, quando mi accorgo di una “aspettata” sorpresa.. il cameriere è lì che fuma una sigaretta mentre si gusta lo spettacolo che stiamo offrendo.

Sorrido ma nel buio non deve avermi visto, tant’è che sentendosi scoperto, getta la sigaretta e rientra nel locale.
Questa cosa mi eccita ancora di più per cui prepotente afferro di nuovo i capelli di Sveva e spingo fino a farle arrivare il cazzo giù per la gola mentre con l’altra mano riprendo a rovistarle la figa burrosa come un forsennato.
Forse è troppo, Sveva fa un sobbalzo per liberarsi la testa e riprendere aria; si alza di s**tto spalancando la bocca grondante di saliva e dei miei umori per fare un grosso respiro come chi sta per annegare! Poi con altrettanta rapidità si riabbassa..
“C’è il cameriere lì!”
Il porco era si rientrato, ma per avvisare il collega cassiere, e godersi insieme la testa di Sveva che mi stava spompinando a dovere.
“Lo so” – dico – “E’ allora? Continua! Questi poveretti hanno lavorato tutta la sera, falli godere un po’!”
Non è stato necessario insistere molto perché ha ripreso immediatamente a succhiarmi anche l’anima ed io a sbatterle la mano in figa. Ora il nostro godimento è doppio, da un lato la sua bocca ed il mio cazzo dall’altro i loro occhi. Meraviglioso. Ormai entrambi mugoliamo senza controllo fino a che mi assesta il colpo di grazia con la sua specialità: la lingua ad accarezzare le palle da sotto col cazzo completamente in gola! Pochi colpi prima di sentire dentro il terremoto che precede l’eruzione del Vesuvio.. Mi trema tutto per qualche secondo prima di percepire nitidamente un fiume di sborra rovente risalirmi lungo il cazzo e riversarsi in più riprese all’interno della sua bocca fino a inondarle anche la gola, ma lei non si ferma e devota continua fino a svuotarmi del tutto..
Sublime.

“Amore sei stata fantastica! Ma quanto ti ha eccitato il cameriere guardone?!”
“Moltissimo! Mi aveva fissata tutta la sera!”

“Cazzo!” – ho pensato – “Tutti quegli sguardi ed il giochino col reggiseno erano per lui e non per i ragazzi al tavolo della vetrata!”

“Sai che mi è piaciuto davvero tanto?! Ci torniamo?”
“Certo! E’ buona la birra qui!”

Grazie Francyfiga

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