S O N I A

S O N I A
S O N I A
( Una studentessa che scopre la sua vera indole )

“Ragazzi, a quanto pare da stamattina è iniziato lo sciopero dei professori di cui
tanto si parlava nei giorni scorsi. Hanno scelto proprio l’inizio della settimana di
questo periodo di fine maggio, in cui stanno iniziando gli esami, per essere più
incisivi !” Fu ciò che disse uno studente della facoltà lettere, alla Bocconi,
avvicinandosi ad un gruppetto di suoi compagni che si stavano avviando verso le
aule.
Tale notizia indusse Sonia a congedarsi, quasi immediatamente, dai suoi compagni
e far rientro a casa di suo zio Sandro, la stessa mattinata, per approfittare al meglio
quel giorno dedicandosi così a prepararsi meglio per un esame che doveva sostenere a
breve. La ventiduenne Sonia abitava con i suoi a Gallarate ma si era trasferita a casa
di suo zio, a Milano, per frequentare l’università. Lui era un affermato e benestante
avvocato, sposato con Lisa, una bella infermiera quarantacinquenne, che, indotta
dallo stesso Sandro, si era dimessa dalla clinica dove aveva lavorato per parecchi
anni. Sonia capì che Lisa non aveva percepito i rumori dell’aprire e schiudersi della
porta di casa, giacché intenta in una conversazione telefonica, nella sua stanza da
letto, ubicata in mansarda. Sonia intuì che Lisa stesse in mansarda e si avviò verso di
lei. La moquette, di cui era rivestito il pavimento, impedì che Lisa si accorgesse della
presenza in casa di Sonia che, fermatasi presso la porta della stanza da letto e spinta
dalla curiosità, volle udire parte della sua conversazione. Sonia capì che sua zia stava
finendo di parlare con una estranea e che già stava scrivendo, dietro dettatura, un
indirizzo ed un nome. < A presto cara, non vedo l'ora di conoscerti ! > furono le
ultime parole di Lisa che intrigarono tanto Sonia, al punto da farla allontanare dalla
porta e uscire di corsa da casa, senza fare alcun rumore. Già fuori casa e dopo alcuni
secondi, Sonia suonò velocemente il campanello un paio di volte e rientrando chiamò
subito, ad alta voce, sua zia. Vide Lisa scendere giù dalle scale, ancora in vestaglia,
ed accoglierla con suo consueto sorriso e a braccia aperte.
“Cara come mai sei rientrata così presto; è successo qualcosa ? ”
“No zia, i professori hanno iniziato lo sciopero e sono rientrata per approfittare di
studiare e prepararmi meglio all’esame.” Rispose Sonia mentre si abbracciavano e
si baciavano.
“Hai fatto bene Sonia, intanto che loro risolvono i loro problemi, dedicati a
studiare. Sai bene che anche se sei una mia nipote acquisita, ti ho molto a cuore e ci
tengo a che ti laurei al più presto e a pieni voti. Hai già fatto colazione ?”
“Si zia, anch’io ti voglio molto bene. Comunque ho già fatto colazione e voglio
iniziare a studiare subito.”
“Allora ti lascio libera. Io intanto vado a farmi una doccia giacché devo andare
all’ufficio del catasto e non so quanto tempo impiegherò. Comunque aspettami, in
quanto sarò certamente di ritorno per il pranzo; ci sarà solo da scaldare la pasta al
forno e l’agnello che sono rimasti ieri.”
“Certamente zia, vado subito in camera mia.”
Lisa si diresse verso la stanza da bagno ed appena ne ebbe chiuso la porta Sonia,
che aveva capito che sua zia aveva mentito, si precipitò subito verso la stanza da letto
dei suoi zii dove trovò il cellulare, che lei stessa le aveva regalato, ed un foglietto su
cui vi era scritto, cit. Milena, quarto piano, lato A, ore 11 circa, Via G. Cerranese, 3,
ed un recapito telefonico. Sonia si accorse che l’ultima telefonata effettuata, era
indirizzata proprio al numero trascritto sul foglietto. Sonia rifletté sul fatto che
l’ufficio catastale non si trovava in Via Cerranese e che erano appena passate le nove
del mattino. Milena, chi era costei con cui aveva sostenuto una conversazione usando
dolci parole e fissando un appuntamento a breve ? Ricordò che le ultime parole
proferite da sua zia furono : “ Allora a presto Milena, sarò lieta di conoscerti !”.
Quindi Sonia, entro nella sua stanza e su di un foglio scrisse : scusa zia, rientrerò fra
pochi minuti. Piegò il foglio e lo conservò in una tasca dei suoi pantaloni. Quando
Lisa fu pronta per uscire salutò Sonia ad alta voce dal salotto. Sonia si apprestò
subito a lasciare il foglio che aveva scritto, sul tavolo della cucina, e raggiunse sua zia
per salutarla.
“Zia vesti sempre molto elegante. Posso accompagnarti fino al garage ?”
“Si cara, grazie !”
La sua auto si trovava nel parcheggio della villetta ed era costeggiato da un
giardino ben curato. Sonia si chinò a raccogliere una piccola margherita che le
dispose delicatamente sui lunghi capelli e poi, guardandola con molta tenerezza,
baciò ed accarezzò ripetute volte il suo viso avendo cura di non struccarla.
“Zia, sei tanto affascinante che se solo lo volessi, faresti innamorare a chiunque,
sia uomini che donne, ma con questa bella margherita, lo sembri ancora di più.
Ciao !”
“Grazie Sonia, per essere sempre tanto cortese. Aspettami per pranzare, mi
occuperò io di scaldare la pasta. Ciao !”
Subito dopo che l’auto di Lisa si allontanò, Sonia avviò il suo motorino e la seguì a
discreta distanza per non farsi scorgere. Arrivate sul luogo, Sonia parcheggiò il
motorino senza farsi scorgere e vide sua zia citofonare e subito entrare nello stabile.
Era un bel palazzo signorile, ben tenuto, ubicato in una elegante zona di periferia
lontana dal caotico traffico. Di fronte ad esso vi era un elegante bar, consono con la
zona e Sonia vi entrò ed ordinò un caffè accomodandosi in un tavolino da cui poter
tener d’occhio l’entrata dello stabile. Erano poche le persone che varcavano il
portone. Dopo circa un’ora e mezza, Lisa uscì dallo stabile e Sonia si accorse subito
che non aveva più la margherita sui capelli ed inoltre la sua camicia si trovava
all’esterno della gonna e non all’interno, come quando era entrata. Non vi era alcun
dubbio che si fosse spogliata e rivestita. Ma chi era Milena, come l’aveva contattata e
che avevano fatto insieme ? Furono queste, le domande senza risposta, che Sonia si
pose. Lisa diede un veloce sguardo in giro e poi entrò in macchina imboccando la
strada di ritorno verso casa. Nuovamente, Sonia la seguì a distanza, col motorino.
Prima di rientrare a casa, Sonia si diresse presso una pasticceria. Dopo circa un
quarto d’ora, Sonia fece rientro a casa e capendo che Lisa si trovava sotto la doccia,
andò in cucina a scaldare il pranzo ed imbandire la tavola. Appena uscita dalla stanza
da bagno, Lisa si sentì chiamare da Sonia che si trovava già in sala da pranzo.
“Zia, per favore vieni quando vuoi, ho appena finito di apparecchiare la tavola; il
pranzo è pronto. ”
Lisa entrò in sala da pranzo con addosso soltanto un lungo accappatoio bianco, un
paio di ciabatte in spugna da bagno ed una asciugamano che le avvolgeva i capelli.
Sonia le si avvicinò sorridente e si salutarono con un bacio.
“Che sorpresa ! Perché ti sei disturbata a fare tutto da sola, ti avevo detto che me
ne sarei occupata io ? Quando sono rientrata ti ho cercata ed ho letto il biglietto che
hai lasciato in cucina.”
“Zia, ero andata un attimo in pasticceria a comprare la crostata di mele che tanto ti
piace ed al ritorno, ho pensato bene di scaldare il pranzo ed apparecchiare visto che
eri di nuovo sotto la doccia. C’era molta gente nell’ufficio del catasto; hai fatto
tutto ?”
“Ti ringrazio per essere tanto affettuosa con me. Comunque era molto affollato e
dopo aver atteso un bel po’, ho deciso di ritornarvi domani o dopo domani uscendo
più presto da casa. Siccome mi sentivo accaldata, ho voluto farmi un”altra doccia.”
Lisa continuava a mentire ma Sonia fece finta di crederle.
“Dai zia, accomodati e pranziamo.”
“Sonia, indosso soltanto l’accappatoio e dovrei anche asciugarmi i capelli.”
“Zia, credo che non sia vietato pranzare con l’accappatoio. Comunque, se ti
disturba l’asciugamano, lascia che ti asciughi velocemente i capelli e te li pettini.”
“Va bene, e sia come tu vuoi.”
Sonia andò a prendere un pettine ed asciugò appena i capelli di sua zia e la pettinò
baciandola ripetutamente.
“Sai che sembri ancora più bella coi capelli bagnati e addirittura senza trucco ?”
Subito dopo Sonia si chinò per continuare a baciare ed accarezzare il suo viso.
“Sonia, fra noi due, sei tu la bella; sei un bellissimo bocciolo, l’ho sempre detto e
lascia che te lo ripeta ancora una volta. Sei tu la mia nipote prediletta e ti voglio più
bene degli altri. Già da bambina eri stupenda e adesso lo sei ancor di più !”
“Zia, per favore, non esagerare. So che hai sempre avuto un debole per me e per la
mamma, di fatti, vi trattate come sorelle e non come cognate. Noi tre saremo sempre
molto riconoscenti verso te e lo zio per essere stati gli unici a consolarci ed aiutarci in
tutto dopo che la mamma ha chiesto il divorzio a quel tale, che purtroppo mi viene
padre. Zio Sandro è stato molto bravo evitando che io e mio fratello vivessimo il
trauma della mancanza di un padre. Noi due lo riteniamo come il nostro vero padre,
al punto che, Ludovico si iscriverà alla facoltà di giurisprudenza, dopo aver
conseguito la licenza liceale, per diventare avvocato come lui. Non concepisco come
un uomo, che si ritiene tale, abbia potuto abbandonare una moglie e due figli per
andare a convivere, e per di più, sposarsi con una donna molto maggiore di lui, solo
per godere dell’agiatezza e la ricchezza che lei le offriva.”
“Io e tuo zio abbiamo fatto tutto per affetto; non ce la siamo sentiti di
abbandonarvi al vostro destino da soli. Tra l’altro, io e Vanessa, scoprendo essere
molto affini, abbiamo legato subito dal momento in cui ci siamo conosciute.
Comunque, tralasciamo questo dolente argomento ed apprestiamoci a pranzare, prima
che tutto si raffreddi.”
Dopo aver pranzato, ambedue sparecchiarono tutto e una volta finito di lavare le
stoviglie, Sonia disse che si sarebbe fatta la doccia e poi avrebbe ripreso a studiare in
camera sua.
“Bene Sonia, io ho bisogno di riposare per lo meno una mezz’oretta ” disse Lisa.
Appena finita la doccia, Sonia si rinchiuse in camera e dopo alcuni attimi di
esitazioni, incertezze e paure, spinta dalla curiosità, anziché studiare, osò comporre il
numero telefonico di Milena dal suo cellulare. Rispose la segreteria telefonica ma
Sonia non volle lasciare alcun messaggio. Circa un quarto d’ora dopo e col fiato in
gola, Sonia riprovò a chiamare. Stavolta il telefono risultava libero.
“Pronto !” Rispose una voce da donna.
“Buongiorno, mi chiamo Monica, avevo telefonato poco fa ma non ho voluto
lasciare alcun messaggio presso la segreteria telefonica. Parlo con la signora
Milena ?”
“Sì, sono io. Mi dispiace ma ero occupata; comunque, dimmi pure !”
“Ho avuto il suo recapito dalla mia amica Elisa che spesso mi ha parlato molto
bene di lei !”
“Elisa ? Sinceramente non ricordo questo nome, in quanto capirai che, venendo in
tanti, non riesco a memorizzare i loro nomi. Dimmi pure Monica !”
“Bene, volevo sapere se questo pomeriggio poteva ricevermi !”
“Scusa, sei da sola oppure in coppia ?”
“Sono da sola !”
“Desideri un trattamento normale o qualcosa de particolare ? ”
“Un trattamento normale !”
“Dalla voce mi par di capire che sei alquanto giovane ! Mi sbaglio ? ”
“Ho ventidue anni !”
“E sicuramente un po’ esitante giacché sei alle tue prime armi, vero ?”
Sonia si sentì rabbrividire ma continuò a parlare anche se timidamente.
“Sì è vero e sono un po’ imbarazzata.”
“Non preoccuparti; vedrai che saprò metterti a tuo agio. Elisa ti ha parlato della
mia richiesta ?”
“In realtà non glielo ho chiesto. Mi ha soltanto detto di essere di aver ricevuto un
trattamento eccellente e che potevo affidarmi tranquillamente a lei.”
“Sì Monica, non te ne pentirai. Comunque per un trattamento normale, di circa
una mezz’oretta, 150 euro e 250 per un oretta con un trattamento particolare. Nel
caso decidessi venire, non penso proprio che discuteremo riguardo qualche banconota
in più o in meno !”
“Infatti, signora Milena non è questo il punto !”
“Monica, ti prego, dammi pure del tu e tralascia quel < signora >; vedrai che dopo
diventeremo amiche ! Generalmente, dopo una prima volta, la gente ritorna da me. Io
mi trovo a Milano da lunedì a mercoledì e a Varese, i giovedì e i venerdì. Scusa, da
dove chiami ?”
“Da Milano.”
“Quando potresti venire ?”
“Questo stesso pomeriggio se le è possibile.”
“Ascolta, io ricevo dalle nove alle diciannove, ma ho un appuntamento intorno
alle 17 con una coppia. Visto il tuo caso, ritengo opportuno concederti un trattamento
particolare fatto con calma. Mi trovo in Via Cerranese, 3, lato A, al quarto piano di
un bel palazzo signorile. Troverai scritto Milena sul citofono. E’ una tranquilla zona
residenziale; la strada è molto ampia e puoi parcheggiare senza problemi. Proprio di
fronte al mio palazzo vi è un elegante bar – pasticceria con una vistosa insegna
recante la scritta < Fragola d'oro >. Impossibile sbagliare. Abiti molto distante ?”
“In realtà non tanto, ma se vuoi posso raggiungerti in meno di mezz’ora se ti sta
bene !”
“A me sta benissimo ! Dai vieni che ti aspetto. Ti accoglierò a braccia aperte e
vedrai che ci divertiremo un mondo ! Ti comincio a baciare sin da adesso !”
“Milena hai una voce molto rilassante; anch’io contraccambio i tuoi baci,
indosserò le ali per volare da te !”
“Angelo mio, allora vieni subito da me senza sprecare più tempo in quanto non
vedo l’ora di abbracciarti e coccolarti !”
“Sì, anch’io sento il bisogno di te; probabilmente sarò da te prima di mezz’ora in
quanto la tua voce sta cominciando ad eccitarmi, a presto cara, non vedo l’ora di
conoscerti !”
“Monica, interrompi subito questa telefonata e vieni immediatamente da me in
quanto la tua voce ha cominciato ad eccitare pure me. Ciao, ti aspetto !”
Sonia riagganciò e rifletté su ogni parola della conversazione. Non vi era alcun
dubbio che Milena fosse una escort e sua zia Lisa, una lesbica. Ciò che la sbalordì fu
però il suo proprio comportamento, infatti, si era comportata come se anche lei fosse
una lesbica. Lei una lesbica ? Poteva mai essere possibile ? E da quando aveva
iniziato a provare istintivamente attrazione verso un’altra donna ? In realtà, spesso si
era soffermata a guardare, alcune sue compagne ed anche sua zia Lisa, con occhi
diversi ed immaginare persino le loro parti intime. Che stava succedendo, a sua
insaputa, dentro di lei, nel suo intimo ? Aveva forse tendenze saffiche e non se ne era
accorta ? Aveva iniziato la conversazione con Milena spinta innanzi tutto dalla
curiosità, pero man mamo, si era spinta oltre; ben oltre. Perché ? Erano questi i
pensieri che la turbavano, che percorrevano senza sosta lungo i meandri del suo
cervello. Comunque, si vestì rapidamente e scrisse su un foglio : < zia sono andata alla biblioteca per consultare alcuni libri >. Dispose il foglio sulla porta con una
striscia di carta adesiva ed uscì da casa. Si diresse a casa di Milena col suo motorino
e dopo averlo parcheggiato accanto al portone di ingresso, sentì il bisogno di bere un
po’ d’acqua in quanto avvertiva che il suo cuore batteva a mille a causa del suo stato
di ansia. Si recò quindi presso il bar e dopo aver bevuto alcuni sorsi d’acqua si
diresse verso il portone del palazzo. Dopo alcuni ulteriori istanti di esitazione, si
decise a premere il pulsante del citofono. In quel momento una ragazza uscì da una
automobile che si era appena parcheggiata davanti il portone. Mentre Sonia stava
chiudendo il portone, la ragazza le chiese di non farlo in quanto anche lei stava per
entrare. Già all’interno dell’androne, Sonia cercò con lo sguardo l’ascensore ma non
lo vide.
“Scusa, sapresti dirmi dove si trova l’ascensore per il lato A?”
“Sì, subito dopo le scale girando sulla sinistra. Comunque seguimi perché anch’io
vado là. ”
Era una ragazza fine, alta e snella dai capelli neri e lunghi. Indossava un paio di
blue jeans ed una camicia bianca da cui traspariva il reggiseno nero. Aveva
un’andatura alquanto lenta e sensuale, forse dovuta agli alti tacchi dei suoi eleganti
sandali. Arrivate davanti la porta dell’ascensore, in attesa che esso scendesse, la
ragazza chiese a Sonia a quale piano era diretta.
“Al quarto, grazie !” rispose Sonia.
“Vai forse da Milena ?” chiese la ragazza.
Sonia rimase alquanto imbarazzata dalla domanda e per un istante non seppe come
rispondere.
“Scusa, posso chiederti come hai fatto ad indovinare ?”
“Non ho tirato ad indovinare. Nel lato A vi sono due appartamenti per ogni piano
e l’appartamento adiacente a quello di Milena attualmente è vuoto in quanto si trova
in vendita. Comunque è un piacere conoscerti, il mio nome e Danka. Dai entriamo,
l’ascensore è già qui !”
Danka la fece entrare nell’ascensore e premette il tasto del quarto piano.
“Mi chiamo Monica ed anche per me è un piacere conoscerti ! Sei molto bella e
simpatica sai ?”
Danka le porse la la mano e le si avvicinò baciandola sulle labbra. Sonia rispose
al bacio istintivamente e tanto spontaneamente che non poté fare altro che arrivare
alla sola ed unica conclusione possibile : era lesbica e a sua stessa insaputa.
“Grazie Monica, anche tu sei molto bella. Ma dì un po’, hai appuntamento con
Milena a quest’ora ?” le chiese Danka.
“Si, ci siamo sentite per telefono e mi sta aspettando. Per caso anche tu hai
appuntamento con lei adesso ?”
Danka le accarezzò dolcemente la guancia e baciandola nuovamente sulle labbra
le disse :
“In realtà io lavoro con Milena e fra poco ho appuntamento con un tizio, ma per
esserti sincera, preferirei far l’amore con te adesso, anziché con lui. Sei molto
tenera !”
“Sì, anche a me piacerebbe far l’amore con te !” disse Sonia timidamente.
Danka scrutò velocemente gli occhi di Sonia ed infine le chiese a bassa voce :
“Sonia, scusa la mia indiscrezione ma dal tuo atteggiamento posso intuire che
questa sia una delle tue prime volte. Mi sbaglio ?”
Sonia arrossì e rispose alquanto imbarazzata :
“Danka, ti sbagli di poco; questa è la mia prima volta !”
“Stai tranquilla e rilassati. Come prima volta, non potevi fare una scelta migliore
di questa. Milena è meravigliosa e saprà condurti al settimo cielo ! Dai usciamo,
siamo già al quarto piano.”
Uscite dall’ascensore, Danka le prese la mano e la condusse verso una porta poco
distante.
“Scusa Danka, perchè vi sono tre porte in questo corridoio e non due ?”
“Essendo l’appartamento molto grande, Milena ha fatto istallare una seconda porta
di accesso e posso dirti che così è molto più comodo.”
In quel momento Milena aprì la porta e si diresse verso Sonia a braccia aperte.
“Milena, guarda che meraviglia di ragazza ti porto; ci siamo incontrate
nell’androne subito dopo aver varcato il portone del palazzo.”
Milena abbracciò subito Sonia e la baciò sulle labbra.
“Monica, ti trovo affascinante; ti aspettavo con ansia. Per favore, entra ed
accomodati !”
Sonia, aveva risposto sia all’abbraccio che al bacio di Milena e sentiva il suo cuore
battere fortemente. Appena chiusa la porta, Danka e Milena si abbracciarono e
baciarono. Mentre Sonia le guardava si rese conto che si stava eccitando e, fra sé e
sé, concluse : < adesso veramente non ho più alcun dubbio, decisamente anch'io sono lesbica >.
“Monica, per favore scusami ma prima di dedicarmi a te vorrei fare qualche
domanda a Danka.” disse Milena rivolgendosi a Sonia.
“Milena, fai pure liberamente.” le rispose Sonia.
“Danka, come ti è andata con quell’americano in albergo ?” chiese Milena.
“Milena, era un tizio un po’ particolare, un vero maiale. Dopo, mi ha addirittura
invitata a pranzo in un ristorante. Prima di lasciarci mi ha firmato un assegno per 450
dollari americani.”
“Danka, sei bravissima. Hai qualche appuntamento per questo pomeriggio ?”
“Sì, fra poco arriverà un tizio e nel tardo pomeriggio ne aspetto altri due. Una
signora mi ha invitato a cena e mi ha proposto di trascorrere l’intera notte assieme a
casa sua. Questi sono i miei programmi per oggi. Milena volevo dirti che Monica
mi ha confessato che questa è la prima esperienza saffica. Se fossi libera le farei
l’amore con molto piacere ed anche gratuitamente ma tra l’altro, ritengo giusto e
corretto, che questo onore spetti a te.”
“Grazie Danka. Concordo pienamente con te; mi dedicherò a lei con molta cura e
non le farò pagare neanche un euro, in quanto credo che in queste condizioni, dovrei
essere io a pagare lei.”
“Milena, non mi sono mai sbagliata nei tuoi confronti, reputandoti una vera ed
eccellente signora. Questo è il motivo principale per cui ti voglio tanto bene e ti
apprezzo a dismisura. Adesso scusatemi ma voglio cambiarmi gli indumenti prima
che arrivi quel tizio; torno subito”
Milena continuò a guardare teneramente Sonia e commossa le sedette affianco. Le
accarezzò la guancia e poi gliela baciò; fece poi scivolare le sue labbra e la baciò in
bocca. Sonia rispose al suo bacio e dopo lasciò scivolare il suo capo fin sul seno di
Milena, la quale capì l’impellente bisogno che Sonia aveva, sia di lei, che delle sue
coccole.
“Monica per favore rilassati in quanto avverto che stai tremando.” disse Milena a
Sonia.
“Milena tremo per l’emozione che provo standoti vicina. Ho bisogno di te.”
“Sonia, capisco perfettamente il tuo stato d’animo e i tuoi bisogni. Quando ti sarai
rilassata andremo in camera ed appagherò i tuoi più intimi desideri.”
Rimasero in quella posizione circa un paio di minuti e quando Danka ritornò
indossando soltanto una vestaglia che le copriva appena la metà delle cosce, Milena
le chiese di portare qualcosa da bere a Monica.
“Milena ti avevo telefonato soltanto per togliermi un dubbio che avevo però, a
poco a poco, mi sono accorta di avere certe tendenze. Risulterebbe un po’ lungo
raccontarti tutto.” disse Sonia a Milena
“Monica, facendo questo mestiere, ho imparato a conoscere e capire le persone, in
quanto trovano in me, non solo la puttana con cui possono esprimere e soddisfare i
loro più nascosti ed inconfessabili desideri, per ciò che a sesso si riferisce, ma anche
la donna a cui confidare i loro problemi personali e chiedere addirittura consigli. Con
molti di loro siamo diventati addirittura amici. La gente con me si apre del tutto,
come se fossi una psicologa, mi svelano i loro segreti e mi si mostrano proprio per
quello che realmente sono.”
Intanto Danka si avvicinò a Sonia portando dell’acqua e del thè freddo in un
vassoio. Mentre Sonia iniziò a sorseggiare il thè, Danka si rivolse a Milena.
“Milena, credo che Monica abbia veramente bisogno di te sotto diversi aspetti. E’
bene che ti dedichi a lei.”
“Sì Danka, hai ragione. E siccome nessuno ha mai parlato male di me, ti ripeto che
inizierò col non chiederle neanche un euro e a dedicarle tutto il tempo di cui ha
bisogno.”
In quel momento squillò il cellulare di Milena ma fu Danka a rispondere. Intanto
Sonia continuava a sorseggiare il thè mentre Milena non lasciava di accarezzarla e
guardarla con tenerezza.
“Monica, devo confessarti che la tua fisionomia non mi è del tutto nuova. Ti avrò
vista da qualche parte ma non ricordo, né quando, né dove.”
“Milena, posso assicurarti che questa è la prima volta che ti vedo e per esserti
sincera, mi dispiace non averti conosciuto prima in quanto mi sento molto bene in tua
compagnia. Credimi !”
“Monica, ti credo, anche perché mi accorgo che adesso sei molto più calma. E poi,
non avresti alcun bisogno di mentire !” le disse Milena
“Eppure ti ho mentito. E’ stata una bugia insignificante che ti rivelerò senz’altro,
ma era necessaria e grazie ad essa, ho potuto conoscerti. Prometto che ti spiegherò
tutto.”
Accortasi della sincerità con cui Sonia le parlava, Milena le rispose con un
riconoscente sorriso. Intanto Danka porse il cellulare a Milena in quanto qualcuno
desiderava incontrarla. Sonia si eccitava mentre ascoltava Milena parlare e prendere
l’appuntamento. Quando Milena ebbe finito la conversazione, Sonia si rivolse a lei,
dicendole :
“Milena, mi credi se ti dico che mi sono appena eccitata ascoltando le tue
parole ?”
“Sì Monica ti credo e ti capisco. Ho anche intuito che quel tizio fosse già eccitato
e che mentre parlava si stesse segando il cazzo. Gli ho fissato un appuntamento per
le ore 19. Questo ti succede perché non sei mai stata in un bordello.”
“Monica per favore, aiutami a capire cosa mi succede. Spesso, guardando alcune
mie compagne, comincio a fantasticare incontri molto intimi con loro. E’ da tempo
che anche guardo mia zia con occhi diversi e desidererei addirittura chiederle di
dormire assieme a lei nel suo letto, quando mio zio si trova fuori città per motivi di
lavoro, proprio come avviene in questi giorni. Milena, mi vergogno a chiedertelo, ma
puoi spiegarmi cosa mi succede; secondo te sono lesbica ? Mi è piaciuto molto
baciare sia Danka che te e mi piace sfiorare le mie guance contro le tue belle tette.
Mi piace guardare le belle gambe affusolate di Danka, il suo bellissimo viso ed il suo
particolare stile di camminare; quando poco fa si è allontanata per andarsi a cambiare,
avrei avuto il piacere di essere io a spogliarla per dopo metterle addosso la vestaglia.
Puoi spiegarmi se queste cose che mi succedono sono normali ?”
“Mia dolce Monica, la tua tenerezza e spontaneità mi commuovono. Ritengo che
sei molto sensibile e molto aperta al sesso. Qui con noi, non devi aver nessun pudore
e tanto meno vergognarti di fare o dire qualsiasi cosa. Devi sentirti a tuo proprio
agio, esprimerti molto liberamente e mostrarti per quello che realmente sei, proprio
come fanno tutti gli altri. Voglio che qui ti senta una vera donna, una femmina a cui
piace stare in questo bordello in quanto anche tu, nel tuo profondo, ti senti un po’
puttana e addirittura ti piacerebbe essere una puttana proprio come me e Danka.
Nessuno di noi sa quello che realmente vuole fino ad una certa età. Il sesso è strano
ed imprevedibile; non finisce mai di sorprenderci ed è bene che tu non perda mai
nessuna occasione che possa contribuire ad appagare i tuoi desideri e le tu voglie.
Cerca di andare a letto con chi vuoi sempre che sia possibile. Riguardo tua zia, ti
suggerirei di scartarla ma se fosse una zia acquisita, sarebbe opportuno cercare di
capire discretamente quali sono le sue nascoste esigenze sessuali e successivamente
osservare bene il suo atteggiamento nei tuoi confronti. Alla tua domanda io rispondo,
che decisamente, hai tendenze saffiche. Monica è vero, hai scoperto di essere ciò che
prima non immaginavi essere o non volevi credere però in realtà, tu sei già una
lesbica e per di più, sei pronta a qualsiasi esperienza, sei pronta a tutto !”
Danka si avvicinò a Sonia e chinandosi la baciò sulle labbra.
“Monica, come ti avevo già detto, anche tu mi piaci molto e sin da ora ti chiedo di
trascorrere una notte intera noi due sole, a casa mia, quando tu lo desideri.
Inizieremo spogliandoci a vicenda in quanto anche a me piacerebbe spogliarti proprio
in questo momento però ritengo giusto che sia Milena a spogliarti per prima e a farti
gustare determinati piaceri. Posso garantirti che lei è bravissima.”
“Grazie Danka, accetto con immenso piacere il tuo invito, in quanto anch’io non
vedo l’ora di godere assieme a te. Danka, sei splendida e mi fai innamorare.”
“Monica, sei la seconda persona che oggi mi ha detto queste stesse parole, < ti mi fai innamorare >. Oggi, in tarda mattinata, è venuta una signora molto bella e
raffinata, per un incontrarsi con Milena; era la prima volta che veniva da noi e per
rompere il ghiaccio, abbiamo conversato un po’ ed anche sorseggiato del caffè.
Siccome un turista americano mi ha telefonato per un incontro in albergo, io sono
dovuta andare via e poco prima che uscissi mi ha detto esattamente queste stesse
parole : < ti mi fai innamorare; per favore fissami un appuntamento al più presto >.”
Sonia riuscì a trattenere la sua reazione e le chiese cosa le aveva risposto.
“Milena, semplicemente le dissi che l’avrei ricevuta con molto piacere domattina.”
“Quindi ritornerà domani !” esclamò Sonia.
“Sì Monica, ne sono più che certa in quanto l’ho vista molto eccitata ed interessata
nei miei confronti. Le ho detto che non sarei arrivata prima delle dieci del mattino, in
virtù della nottata che dovrò trascorrere con un’altra signora. Mi è sembrata una
donna molto sensuale e bisognosa di una lesbica. La riceverò con molto piacere !”
In quel momento si udì il campanello del citofono e Danka si avviò verso di esso.
“Scusatemi, il mio cliente è appena arrivato; lo farò entrare dall’altra porta e lo
porterò nell’altra stanza da letto affinché possiate stare più tranquille. Monica, ti
raccomando di lasciarti guidare in tutto da Milena; lei saprà appagare i tuoi desideri.”
Dopo aver esitato alcuni istanti, Sonia chiese a Milena che le parlasse brevemente
di quella signora.
“Monica posso solo dirti che è una persona eccellente, si chiama Lisa. Mi ha
raccontato che è felicemente sposata con un noto avvocato che la tratta come una
regina. Lui si reca spesso in altre città per motivi di lavoro, proprio come in questi
giorni. Mi ha confessato che non lo ha mai tradito con nessun altro uomo, in quando,
lo considera come l’unico uomo della sua vita. Purtroppo parecchi anni fa sua
cognata Vanessa, cui lei era molto legata, ha chiesto il divorzio al marito, in quanto
quell’idiota si era innamorato di una donna molto ricca e per tale motivo ha
abbandonato sia lei che i suoi figli. Ricordo che il figlio maschio aveva cinque anni
in meno della figlia femmina. Comunque loro due hanno aiutato molto Vanessa e i
ragazzi e suo marito, dopo alcuni mesi, ha chiesto ad un amico di assumere Vanessa,
che tra l’altro ha una laurea in economia, presso la sua ditta di import-export a Varese,
in qualità di assistente manager. Siccome subito dopo la separazione Vanessa era
molto giù di morale, Lisa decise di trasferirsi a casa sua, a Gallarate, per circa un
mese con lo scopo di consolarla, aiutarla, anche economicamente ed assisterla. Era
praticamente Lisa ad occuparsi di tutto, persino dei ragazzi. Lisa e Vanessa
dormivano assieme ed una notte, istintivamente ambedue si diedero all’amore. In
realtà nessuna delle due era lesbica, però il loro legame affettivo ed il naturale
bisogno di sfogarsi sessualmente, le indusse spontaneamente ad abbandonarsi ad una
intensa passione. Da quella notte in poi diventarono amanti, ed io aggiungo, anche
lesbiche. Secondo me, fu proprio questo loro intimo ed ulteriore approccio, a far sì
che Vanessa si riprendesse. Dopo che Vanessa si ristabilì, Lisa rientrò a Milano da
suo marito. Da allora in poi, ogni volta che si incontrano non perdono l’occasione di
buttarsi a letto per sfogare la loro passione. Un giorno, dopo aver letto una mia
inserzione su un portale di annunci porno a Varese, Vanessa mi telefonò e mi venne a
trovare. Mi raccontò come lei e Lisa casualmente avevano iniziato ad amoreggiare e
che di essersi accorte della loro inclinazione verso l’amore saffico. Siccome da
parecchio tempo, né lei né Lisa, avevano avuto l’occasione di poter stare da sole, per
amarsi tranquillamente e sfogare i loro istinti, Vany ricorse ad un portale di annunci
alla ricerca di una lesbica e così si imbatté con me. Ambedue scopammo in una
maniera molto sublime e da allora in poi siamo diventate tanto amiche al punto che
non ho più voluto che mi pagasse. Noi due spesso usciamo assieme e almeno una
notte a settimana dormiamo assieme nel mio appartamento a Varese in quanto
Vanessa non vuole che io perda i clienti che ricevo durante il giorno. E’ da notare che
Vanessa scopa solo con me e Lisa . Dietro insistenza, sia mia mia che di Lisa,
Vanessa ha conosciuto un uomo, e spero tanto che sia proprio quello adatto a lei, in
quanto, fino ad ora sembra affidabile ed ha dimostrato di amarla veramente. Lisa è
da tempo a conoscenza della mia amicizia con Vanessa però purtroppo non ci
eravamo mai incontrate. Siccome Lisa aveva una voglia matta di lesbicare e non
aveva avuto l’occasione di andare da Vanessa, le ha chiesto il mio recapito e stamane
Lisa mi ha telefonato. Per me è stato un vero piacere conoscerla e di fatti, anche per
rispetto verso Vanessa, non mi sono neanche fatta pagare. E’ una donna stupenda ed
abbiamo scopato con molta foga, passione e veemenza. Ambedue siamo rimaste
molto soddisfatte, infatti mi ha stimolato tanto abilmente da procurarmi ben tre
orgasmi. In realtà il primo orgasmo lo ha avuto lei mentre le leccavo l’ombelico;
siccome ne sono rimasta basita lei mi ha confessato che era quella la sua zona più
sensibile comunque ha una fica stupenda che ho succhiato intensamente. Sin da
quando è entrata a casa ho notato che era molto lieta di conoscermi e mi ha
confessato che la eccitava molto andare a letto con una intima amica di Vanessa ma
era anche molto eccitata a causa di sua nipote Sonia, che prima di venire da me
l’aveva colmata di baci e carezze. Lei le vuole molto bene in quanto è la sua
prediletta, e siccome frequenta l’università qui a Milano, è alloggiata casa sua. A
quanto pare, lei la adora, al punto da desiderare ardentemente portarla a letto per
colmarla di coccole ed amarla con frenesia, pero è costretta a reprimere questo
desiderio, in quanto teme la sua reazione. E’ rimasta colpita da Danka e le ha subito
chiesto di fissarle un appuntamento al più presto. Quando Danka se ne è andata, lei
mi ha confessato che le ricordava molto la sua diletta Sonia e che quindi non vedeva
l’ora di buttarsi a letto assieme a lei. Oltre a ciò mi ha confessato di non aver mai
accennato una parola a sua cognata Vanessa, riguardo il suo desiderio nei confronti di
Sonia, per delicatezza e timore allo stesso tempo. Lei prova un vero amore sia verso
Vanessa che verso Sonia. Ti confesso che non mi sono sentita di darle alcun
suggerimento in quanto anch’io ignoro quali reazioni potrebbero avere madre e figlia.
Le ho soltanto consigliato di scopare con Danka, che tra l’altro è anche molto brava e
comprensiva. Ho conosciuto Danka, per puro caso a Bari, mentre batteva sul
marciapiede. Mi ha colpito la sua bellezza e l’ho abbordata chiedendole di avere un
rapporto con me. In realtà volevo solo parlare con lei e mentre eravamo in macchina
lei mi confessò di essere tenuta come una prigioniera da un branco di delinquenti
albanesi e costretta a restituire loro tutti i suoi incassi. Le proposi di liberarla
immediatamente dai suoi sfruttatori portandola via immediatamente lontano da quel
posto. Lei mi ringraziò ed accettò molto volentieri di venire a lavorare qui con me.
Volli aiutarla e rischiai di fare quel lungo viaggio fino a casa, un viaggio che poteva
essere molto insidioso. Feci molta attenzione durante tutto il tragitto da Bari fin qui,
fermandomi frequentemente ed entrando ed uscendo diverse volte dagli svincoli
autostradali. Arrivati nei pressi di Ancona, mi addentrai in un vicolo di campagna
alcune ore in attesa della notte. Quando mi accertai di non essere inseguita, imboccai
l’autostrada per Milano, imboscando la mia automobile, durante alcune ore, nelle
campagne di Piacenza. Essendo già più che sicura di non essere inseguita, mi diressi
direttamente a casa mia a Varese. A quel punto, il nostro lungo viaggio finì e con
esso finì anche la fuga che Danka tanto desiderava e considerandosi già libera dai
suoi sfruttatori, per ringraziarmi, quella notte si concesse a me con molta passione.
Due giorni dopo la condussi qui a casa e rimase ad abitarvi per ben due anni. In quel
periodo guadagnò tanto denaro, che acquistò in contanti, un piccolo ma confortevole
appartamento qui vicino.”
Proprio in quel momento squillò il cellulare e Milena rispose. Sonia riconobbe la
voce di sua madre e subito provò un’emozione ed una gioia tali che non le permisero
di prestare molta attenzione al loro amichevole e confidenziale dialogo. < E' proprio vero che sono amiche; Milena è sincera e le vuole veramente bene; sa molte cose, molte, addirittura più di me > erano questi i pensieri che si aggiravano nella mente di
Sonia. Si accorse che anche lei stessa stava iniziando a voler bene a Milena che
nonostante, facesse la puttana, aveva ciò che conta realmente, aveva un cuore aperto.
Istintivamente le baciò la mano, le spostò appena la vestaglia per estrarle teneramente
un seno che iniziò a succhiare delicatamente come se fosse una bambina. Sentì la
mano di Milena accarezzarle il capo e trattenerlo contro il suo seno. Presa sempre
dall’emozione, riuscì soltanto ad udire le ultime parole di Milena, prima della fine
della breve conversazione : < ciao carissima Vany, a sabato sera >. Dopo Milena
disse a Sonia :
“Era Vanessa, io uso il diminutivo, Vany. Le sue telefonate sono sempre state
brevissime in quanto sa che uso il cellulare per lavorare. Ha detto che Lisa le ha
appena telefonato per ringraziarla della fantastica scopata che si è fatta con me e che
non vede l’ora di scopare anche con Danka in quanto le ha lasciato un’ottima
impressione.”
“Scusa la domanda indiscreta, per caso Vanessa conosce anche Danka ?”
“No, non si conoscono in quanto Danka lavora soltanto qui a casa mia e non viene
a Varese con me i giovedì ed i venerdì. In quei giorni, Danka lavora qui da sola.
Sono però sicura che, anche se si conoscessero, Vany non scoperebbe mai con Danka
in quanto, per esserti sincera, io e Vany siamo talmente intime amiche che
praticamente ci amiamo. In buona sostanza, Vany scopa soltanto con me e con Lisa.
E se Lisa vuole scopare con Danka, lo fa soltanto perché le ricorda sua nipote Sonia e
come ti dicevo, non le si propone, in quanto teme la sua reazione. Questo è tutto !”
“Scusa Milena se ho iniziato a leccare e succhiare la tua bella tetta senza
chiedertelo ma l’ho fatto istintivamente e non ho potuto trattenermi.”
“Monica con me puoi fare ciò che vuoi senza chiedere alcun permesso. Mi
accorgo che sei molto emotiva. Adesso spegnerò il cellulare in quanto voglio
dedicarmi completamente a te senza essere disturbata, tanto, chi mi cerca, capirà che
sono occupata e ritelefonerà. Sono molto eccitata, che ne pensi di andare in camera
adesso ?”
“Scusa Milena, prima di andare in camera ritengo opportuno che sappi la mia
verità, in quanto, se non te la dicessi, mi farei letteralmente schifo. Ti reputo una
persona per bene e, nonostante svolga quest’attività, hai i tuoi valori. Comunque sarò
brevissima come lo è Vanessa.”
“Scusa Monica, quale verità potevi mai nascondermi, non farmi impensierire ?”
“Ricordi che poco fa ti ho confessato di ricorrere ad una bugia per togliermi una
curiosità e che, grazie ad essa, ho avuto il piacere di incontrare e conoscere la
splendida persona che sei ?”
“Sì, certo ! Ricordo anche che una volta, qualcuno scrisse, che il fine giustificava
il mezzo. Se conoscendomi, tu hai provato molto piacere, bene, credimi che il mio, è
stato molto più grande. Quindi posso soltanto concludere che hai fatto molto bene a
mentirmi. Reputi proprio necessario parlarmi della tua bugia, che dopo tutto, l’hai
detta a fin di bene ?”
“Certamente Milena, in quanto, se non lo facessi sarebbe come ingannarti e tu non
meriti proprio che io ti inganni.”
“Dai Monica, confessa questa bugia.”
“Comincerò col dirti che non ho nessuna amica col nome di Elisa e che ho
ottenuto il tuo recapito telefonico semplicemente copiandolo dal cellulare di un’altra
persona, invadendo così, la sua riservatezza.”
“E chi potrebbe essere mai questa persona ?” le chiese Milena alquanto turbata.
“Milena, parlo di una persona cui voglio molto bene, troppo bene !”
“Monica per favore, continua.”
“Monica ? No Milena, scusami tanto anche per questo; Monica non è il mio vero
nome e tu lo conosci bene; devi soltanto guardarmi e cercare di ricordare meglio.”
“Scusa ma non riesco a concentrarmi bene.”
“Milena, ti aiuterò un po’. Ho copiato il tuo numero dal cellulare di mia zia e poco
fa hai anche detto che la mia fisionomia non ti era nuova.”
“Non è possibile, resisto a crederci. Mi vengono i brividi a pronunciare quel
nome ma allo stesso tempo mi ricolma di gioia !”
“Sì Milena, sono proprio io !”
“Sonia ? Tu Sonia ? Sonia, amore mio, che immenso piacere conoscerti dopo
tanto tempo !”
“Sì cara Milena, sono Sonia ed anch’io provo un immenso piacere di averti
conosciuto anche perché mi hai appena messo a conoscenza di argomenti che io
ignoravo del tutto. Sono realmente lieta di averti conosciuto e di starti accanto !”
Sonia si alzò e si sedette a cavalcioni sulle cosce di Milena; si guardarono
profondamente negli occhi e si baciarono appassionatamente. Dopo quel lungo bacio
si accorsero che le loro lacrime di gioia avevano bagnato i loro volti. Dopo Sonia le
raccontò dettagliatamente tutto ciò che era successo quella mattina, dal momento in
cui era rientrata a casa, quando salendo al primo piano ascoltò sua zia Lisa fissare
l’appuntamento, quando la inseguì col motorino, quando pranzarono, e fin quando si
imbatté con Danka.
“Sonia, ti sono grata per avermi raccontato tutto così minuziosamente. Non devi
scusarti di niente in quanto chiunque avrebbe fatto lo stesso. Vany ed io ci siamo
scambiati anche alcuni regali, ma tu sei il più bel regalo che io abbia mai ricevuto in
quanto provieni dal suo corpo, che conosco alla perfezione, e che tante volte ho
ardentemente baciato dalla testa ai piedi. Sono felice e commossa allo stesso tempo,
di ricevere questo sublime regalo che Vany, a sua insaputa, mi fa. Io so tutto di te
perché tu e tuo fratello siete i suoi argomenti preferiti. Sono stata soltanto una volta a
casa tua anni fa per evitare che, qualcuno riconoscendomi, potesse pregiudicare la
reputazione di Vany. Sono entrata nella tua stanza e conosco addirittura i giocattoli
con cui giocavi da bambina ed anche la tua interessante biblioteca. Sono veramente
fiera di averti conosciuta. Avevo visto la tua foto sul tuo comodino; per questo
motivo la tua fisionomia non mi era nuova, ma sono passati molti anni da allora.
Poco fa Vany mi ha detto che sabato sera verrà a Varese e mi ha invitato a cenare in
un ristorante e dopo ad andare al teatro, che tanto le piace. Concluderemo andando a
casa mia per trascorrere l’intera nottata amandoci con lo stesso ardore con cui lo
abbiamo sempre fatto. Domenica mattina rientrerà a Gallarate per trascorrere la
giornata col suo fidanzato. Sarà molto difficile per me, nasconderle la gioia che mi
hai procurato, ma dovrò riuscirci. Credo aver commesso un errore raccontandoti le
mie intime vicende vissute con tua madre. Mi spiace averti messo involontariamente
a conoscenza riguardo la sua intima e segreta vita privata e per tale motivo ti chiedo
di non dirle nemmeno una parola. Vany ha molta fiducia in me e se lo venisse a
sapere non so come reagirebbe.”
“Milena, stai tranquilla, non le dirò nulla; il nostro incontro ed il nostro rapporto
rimarranno un nostro segreto. Io voglio amarti più di quanto ti ama mia madre;
voglio ringraziarti per tutto ciò che hai fatto per mia madre concedendomi
completamente a te. Però va aggiunto che, tralasciando mia madre, anch’io, come
donna, sento il bisogno di scopare con te; per favore, esaudisci questo mio desiderio.
Desidero imparare a farti l’amore come più ti pace e per tale motivo ti prego di
istruirmi al meglio. Io ti offro tutta me stessa con immenso piacere e mi abbandonerò
completamente fra le tue braccia. Sarà un vero piacere per me, poter assaporare e
leccare la tua fica, che ha accolto e fatto godere tanti cazzi. Ho molto bisogno di
leccare il tuo stupendo corpo come credo tante volte lo ha fatto anche mia madre e
stamane pure mia zia Lisa. Milena, sono molto emozionata ed eccitata; mi sento
tremare tutta”
“Rilassati Sonia, anch’io lo sono, e molto. Sai che molte Vany si siede a
cavalcioni sulle mie cosce proprio come sei messa tu adesso ? Andiamo a distenderci
sul mio letto dove, oltre ad amarti, esaudirò ed appagherò tutti i tuoi desideri !”
Si alzarono e strettamente abbracciate si avviarono verso l’accogliente camera da
letto che fu l’unica testimone della passione e della veemenza con cui si amarono e
appagarono i loro più intimi, nascosti e proibiti desideri. Quando compiaciute e
soddisfatte si alzarono dal letto, Sonia scorse una margherita posta sul comò. Milena
se ne accorse e le disse :
“Sì Sonia, è proprio la margherita che le hai messo tra i capelli stamattina. Lisa
mi ha anche parlato questo e mi ha confessato che, mentre gliela mettevi mettevi tra i
capelli, si è dovuta frenare dal baciarti appassionatamente e dal condurti a letto per
esprimerti tutto l’amore amandoti come una donna ama un’altra donna. Lisa è
ossessionata da te e non desidera altro che scopare con te. La margherita le è
scivolata senza accorgersene mentre scopavamo e poi ha dimenticato a rimettersela in
quanto ci siamo baciate appassionatamente diverse volte. Dopo che se ne era andata,
io l’ho trovata e l’ho lasciata sul comò. Gliela restituirò quando ritornerà. Mi ha detto
che si fatta molto lieta quando gliela hai messo. Lisa è pazza di te; ti vuole troppo
bene.”
“Sì Milena, anch’io la voglio molto bene. Ritieni opportuno che io scopi con lei ?”
“Sonia, lei non desidera altro. Secondo me, visto che anche tu la desideri e che si
tratta di una zia acquisita, potete trattarvi anche come due normali lesbiche che, con
molto entusiasmo, hanno un’impellente bisogno di scopare. Però, in fin dei conti, la
decisione è solo tua.”
“Sì Milena, scoperò con lei, in quanto, oltre al sentirne anch’io il bisogno, ritengo
giusto compiacerla abbandonandomi interamente a lei in quanto se lo merita.” Dopo
essersi rivestita, Sonia abbracciò e baciò Milena appassionatamente. Prima che Sonia
uscisse, Milena tornò ad abbracciarla e baciarla dicendole :
“Sonia, chiamami e ritorna da me quando lo desideri. Io non posso fare altro che
ringraziarti per l’inaspettato ed immenso piacere che mi hai dato !”
“Ti ringrazio di cuore; mi manterrò in stretto contatto con te. Ritornerò con la
gioia nel cuore !”
Appena chiuse il portone di quel palazzo, si avviò al bar ed ordinò un bicchierino
di Grand Marnier dicendo a se stessa : < brindo a te Sonia, adesso sei veramente una donna completa giacchè hai scoperto di saper appagare i desideri di una donna e che provi piacere sia con un uomo che con una donna. E' bene però ritornare da Milena per imparare molto di più da lei ed anche per coltivare sempre più la sua amicizia, visto che ama tua madre e che sta iniziando ad amare anche te ! >.
Si recò quindi presso un centro commerciale dove acquistò una corta gonna in
tessuto jeans con un generoso spacco frontale, una maglietta in jeans che le lasciava
l’ombelico scoperto, con un generosa scollatura e provvista di due soli bottoni. Dopo
acquistò un paio di sandali aperti e senza chiusura nel tallone con tacchi alti. Infine
acquistò due eleganti cavigliere in argento e quindi si diresse a casa. Trovò un
biglietto sul suo letto mediante il quale Lisa la informava di essersi recata al
supermercato. Quindi si fece una doccia e quando finì andò in cucina dove trovò
Lisa che sistemava gli acquisti. Subito le corse incontro abbracciandola e baciandola.
“Zia possiamo andare a cenare in pizzeria stasera ?”
“Certamente Sonia, andrò subito a vestirmi.”
Quando Lisa fu pronta scese al pianterreno e vide Sonia, che davanti lo specchio,
stentava ad annodarsi il retro dei capelli.
“Zia, per favore puoi aiutarmi a fare quel bel nodo, che tanto ti piace sul retro dei
capelli, quello che ha la forma del numero otto? Ricordo che quando vai dalla
mamma te lo fai sempre !”
Dopo un attimo di Lisa perplessità, Lisa le si avvicinò e le annodò i capelli.
“Sonia questo è uno dei più belli e semplici nodi celtici.”
“Grazie zia, vorrei imparare a farlo da sola, visto che sai come fartelo.”
“Sì Sonia, ti mostrerò subito come farlo in quanto non è poi tanto difficile come
sembra.”
Dopo che Lisa le ebbe spiegato come fare il nodo, Sonia le disse che aveva
acquistato due cavigliere identiche, una per ciascuno, e che sarebbe stata contenta di
mettergliela; quindi la fece accomodare sulla poltrona e le si inginocchiò davanti. Le
sollevò delicatamente il piede le agganciò la cavigliera.
“Zia, ti piace questa schiava ? Come vedi è in argento ed è identica a quella che
io indosso.”
“Sonia è bellissima. Ti ringrazio molto. Scusa, perché le hai comprate uguali ?”
“Semplicemente per apparire come te.”
Dopo qualche attimo di esitazione, Lisa le chiese :
“Allora Sonia, vediamo se hai imparato a fare il nodo celtico. Per favore fallo
anche a me, così sembriamo un po’ più simili.”
Sonia le teneva ancora sollevato il piede e passando ancora le sue dita lungo la
cavigliera; notò che Lisa era un po’ tremante. Si alzò, raccolse due fasce di capelli, le
portò sul retro e gliele annodò. Lisa si girò verso lo specchio e contrapponendone un
altro, notò che il nodo era perfetto.
“Sonia, sei stata bravissima, lascia che ti ringrazi con un un bacio.”
Quindi si avvicinarono e si baciarono. Ambedue avvertirono di essere emozionate
ma non dissero nulla. Lisa guardò la gonna che Sonia aveva appena acquistato, le
disse :
“Sonia, ti sta molto bene questa gonna. E’ molto simile ad una che io ho”
“Zia l’ho vista esposta in un negozio poco fa, dopo essere uscita dall’università. Mi
sono ricordata che tu ne hai una simile e l’ho comprata di proposito. Ti andrebbe di
indossarla adesso che andiamo in pizzeria ?”
“Certamente Sonia, anzi, indosserò pure un paio di sandali simili ai tuoi.”
Lisa salì subito in camera per cambiarsi e quando scese le disse :
“Adesso l’unica differenza del nostro abbigliamento è la camicia in quanto non ne
ho in tessuto jeans.”
“Zia non importa, in quanto questa camicia bianca ti sta molto bene.”
“Dai Sonia, andiamo in pizzeria.”
“Sì zia, andiamo.”
Arrivate nella zona parcheggio, Sonia raccolse una margherita e gliela pose tra i
capelli.
“Sonia stamane, non so né come né dove, ho perso la margherita che mi avevi
messo. Comunque adesso ne metterò una anche nei tuoi capelli.”
Subito dopo, si accomodarono in macchina e si diressero in una pizzeria poco
fuori città. Quando rientrarono a casa Sonia le propose di andare in cucina a sorbire
un gelato e Lisa accettò di buon grado. Quindi Sonia la fece accomodare, estrasse
una vaschetta di gelato dal freezer e ne preparò due porzioni. Nel frattempo si
accorse di come Lisa la stesse divorando con gli occhi e, sicura di sé stessa, quando le
si avvicinò per porgerle la coppetta, le chiese se poteva sedersi a cavalcioni sulle sue
cosce. Lisa dopo un attimo di esitazione le disse :
“Certamente Sonia, quando eri bambina solevi farlo spesso.”
Sonia le sorrise e sedendosi su di lei iniziarono a sorbire il gelato.
“Sì zia, ricordo che giocavo con te e poi ti abbracciavo e ti baciavo.”
“Sì, eri un amore, come del resto lo sei tuttora.”
“Solo che adesso non sono più una bambina, guarda che seno che ho, mi sembra
un po’ esagerato. A me piace un seno come il tuo, della tua stessa misura. Nei negozi
stento a trovare modelli di camicie e camicette che mi piacciono appunto per la mia
quinta misura, proprio come con questa camicia; in assenza della quinta misura, ho
dovuto rinunciare ad indossare il reggiseno altrimenti non avrei potuto abbottonarla.
Mi sembra che le tette stiano per uscirmi fuori dalla camicia da un momento all’altro.
Secondo te, questa camicia mi sta bene ?”
“Sonia, il tuo seno è identico a quello di tua madre. Io indosso la terza misura ma
credimi che vorrei avere un seno come il vostro in quanto lo trovo molto più bello ed
eccitante. Mi accorgo come, sia uomini che donne per strada, te lo guardano. E poi
trovo che questa camicia è molto seducente in quanto incrementa di più il tuo
fascino.”
“Fascino ? Mi trovi per caso affascinante ?”
“Certamente Sonia, sei molto affascinante e credo che chiunque vorrebbe andare a
letto con te !”
“Zia, in realtà io trovo te affascinante, sei bellissima !”
“Non proprio, Sonia, non proprio:”
“Scusa zia, ti dispiacerebbe toglierti la camicia e mettere i nostri seni a confronto ?
Forse questa è l’unica maniera per convincerti che il tuo è più bello del mio !”
“Sonia, che dici ? Io sono tua zia !” affermò Lisa.
“In realtà sei mia zia acquisita e volendo, in un certo senso, possiamo considerarci
anche come persone estranee ed in questo non vi trovo nulla di male, giacché, alla
fine, siamo fra donne e nessuno ci sta guardando !”
Lisa si mostrava apertamente sconvolta a rimase allibita a guardare Sonia. Sonia
si fece coraggio e posò la coppa di gelato sul tavolo. Decisa su ciò che stava per fare
e senza proferire nessuna ulteriore parola, si sbottonò la camicia e se la tolse
rimanendo completamente scoperta. Si accorse quindi di come Lisa, guardandola,
trattenne la sua gioia. Di seguito, tolse la coppa di gelato dalle mani di Lisa e la mise
sul tavolo. Senza indugi e senza dire nulla, sbottonò lentamente la camicia di Lisa,
che sollevando le braccia fece sì che Sonia gliela togliesse con più facilità. Dopo le
tolse il reggiseno ed ambedue rimasero a torso nudo.
“Zia, ti accorgi che le tue tette sono più belle delle mie ?”
“Sonia, sono sempre del parere che siano le tue molto più belle e sode !”
Dopo Sonia mise i loro capezzoli a stretto contatto ed ambedue fremettero di
desiderio al punto che si abbracciarono abbandonandosi ad un lungo ed appassionato
bacio. Senza proferire parola, Sonia si alzò e prendendo delicatamente la mano di
Lisa, la fece alzare e la condusse lentamente in salotto fermandosi sull’elegante ed
ampio tappeto. Sonia si tolse la gonna ed i sandali lasciandosi addosso soltanto il suo
ridottissimo perizoma di pizzo. Dopo si avvicinò a Lisa e le tolse gonna. Anche Lisa
indossava un ridottissimo perizoma. Si inginocchiò ai suoi piedi, le tolse i sandali e
dopo accarezzarle i piedi. li baciò con passione.
“Zia, hai dei piedi curatissimi e bellissimi. Avrei voluto baciarteli quando ti ho
messo la cavigliera ma ho voluto attendere !”
Lisa era tanto stupita che neanche aveva il fiato di parlare. Credeva di sognare.
Poi Sonia si alzò e guardandola negli occhi le disse :
“Zia un volta ho trovato casualmente il tuo perizoma nella tua stanza da letto ed
ho voluto acquistarne uno molto simile per me. Adesso che siamo quasi nude una di
fronte l’altra, sono profondamente emozionata. Vorrei che adesso tu esaudisca un mio
desiderio.”
“Quale, bambina mia ?”
“No Lisa, non sono più una bambina. Sono già una donna e quando ci troviamo
da sole voglio chiamarti Lisa e non più zia. Ho voluto che mi facessi il nodo nei miei
capelli, in quanto tante volte ho visto che anche tu te lo fai. Voglio che questo nodo e
la schiava che ho messo nella mia caviglia simboleggino la mia appartenenza a. Sto
per toglierti il perizoma e per favore fai lo stesso col mio. Ho bisogno di sentire la
tua bella fica contro quella mia. Il mio amore per te mi ha fatto diventare lesbica e
voglio amoreggiare e scopare con te adesso ed in qualsiasi momento tu lo desideri.
Non considerarmi più come una nipote ma come una donna che brama per te e che ti
appartiene. Chiedimi ciò che vuoi in quanto da adesso in poi, voglio essere la tua
puttana, in quanto solo ad una puttana può venir in mente di scopare con sua zia. Se
vuoi, anziché Sonia, chiamami pure puttana giacché è ciò che realmente sono. Ti
prego di scoparmi per terra, sopra questo soffice tappeto, proprio come faresti con
una qualsiasi puttana. Sono felice ed emozionatissima di starti di fronte e sentire
come la tua pelle sfiora la mia. Perché ti sei messa il perizoma stasera ? Te lo sei
messa per me ?”
Sonia quindi abbracciò e baciò Lisa appassionatamente e subito dopo le tolse il
perizoma. Lisa rispose al suo bacio e dopo averle tolto il perizoma, le disse :
“Sonia, è da tempo che desidero scopare con te ma non ho mai avuto il coraggio di
chiedertelo. Sì mi sono messa il perizoma per te, come tante volte in quanto ho
sempre desiderato scopare con te. Ti ringrazio per avermi messo la schiava nella
caviglia. Anche per me, il nodo celtico ai capelli e la schiava alla caviglia, vogliono
simboleggiare la mia appartenenza a te. Quei capelli annodati a forma di un otto
orizzontale sono il simbolo dell’infinito, come infinita dovrebbe essere la capacità di
relazionarsi con gli atri offrendo tutte le proprie energie positive. Considerami come
la tua puttana e devota schiava. Adesso mi inginocchierò innanzi a te per baciarti i
piedi e dopo ci abbandoneremo ai nostri lussuriosi desideri, in quanto ambedue, ne
abbiamo un impellente bisogno.”
Lisa si inginocchiò e dopo averle baciato i piedi, si distesero sul tappeto dandosi a
lungo, all’amore e alla lussuria. Sonia iniziò a stimolarla leccando lentamente ogni
millimetro del suo corpo con ardore e devozione. Insistette molto sul suo ombelico e
sulla fica facendo sì che Lisa raggiungesse molteplici orgasmi. Lisa rispose con tutto
il suo ardore di donna agli amplessi. Una volta esauste rimasero distese sul tappeto
abbracciate.
“Grazie Sonia per l’immenso piacere che mi hai dato e che non credo di aver
meritato !”
“Lisa, sono io che devo ringraziarti, in quanto grazie a te, ho scoperto la mia vera
natura, la mia inclinazione verso l’amore saffico e te ne sono riconoscente. Adesso so
di essere una vera lesbica.”
“Sonia, voglio che quando tuo zio è altrove e sia costretto a pernottare in altre città
tu dorma nel mio letto, a cominciare da stanotte stessa.”
“Sì Lisa, farò tutto ciò che desideri con infinito piacere in quanto, come ti ho
appena detto, io ti appartengo e sarò la tua puttana !”
“Sonia, considerami anche tu, come la tua puttana, che puoi spogliare e scopare in
qualsiasi momento lo desideri !”
tanto si parlava nei giorni scorsi. Hanno scelto proprio l’inizio della settimana di
questo periodo di fine maggio, in cui stanno iniziando gli esami, per essere più
incisivi !” Fu ciò che disse uno studente della facoltà lettere, alla Bocconi,
avvicinandosi ad un gruppetto di suoi compagni che si stavano avviando verso le
aule.
Tale notizia indusse Sonia a congedarsi, quasi immediatamente, dai suoi compagni
e far rientro a casa di suo zio Sandro, la stessa mattinata, per approfittare al meglio
quel giorno dedicandosi così a prepararsi meglio per un esame che doveva sostenere a
breve. La ventiduenne Sonia abitava con i suoi a Gallarate ma si era trasferita a casa
di suo zio, a Milano, per frequentare l’università. Lui era un affermato e benestante
avvocato, sposato con Lisa, una bella infermiera quarantacinquenne, che, indotta
dallo stesso Sandro, si era dimessa dalla clinica dove aveva lavorato per parecchi
anni. Sonia capì che Lisa non aveva percepito i rumori dell’aprire e schiudersi della
porta di casa, giacché intenta in una conversazione telefonica, nella sua stanza da
letto, ubicata in mansarda. Sonia intuì che Lisa stesse in mansarda e si avviò verso di
lei. La moquette, di cui era rivestito il pavimento, impedì che Lisa si accorgesse della
presenza in casa di Sonia che, fermatasi presso la porta della stanza da letto e spinta
dalla curiosità, volle udire parte della sua conversazione. Sonia capì che sua zia stava
finendo di parlare con una estranea e che già stava scrivendo, dietro dettatura, un
indirizzo ed un nome. < A presto cara, non vedo l'ora di conoscerti ! > furono le
ultime parole di Lisa che intrigarono tanto Sonia, al punto da farla allontanare dalla
porta e uscire di corsa da casa, senza fare alcun rumore. Già fuori casa e dopo alcuni
secondi, Sonia suonò velocemente il campanello un paio di volte e rientrando chiamò
subito, ad alta voce, sua zia. Vide Lisa scendere giù dalle scale, ancora in vestaglia,
ed accoglierla con suo consueto sorriso e a braccia aperte.
“Cara come mai sei rientrata così presto; è successo qualcosa ? ”
“No zia, i professori hanno iniziato lo sciopero e sono rientrata per approfittare di
studiare e prepararmi meglio all’esame.” Rispose Sonia mentre si abbracciavano e
si baciavano.
“Hai fatto bene Sonia, intanto che loro risolvono i loro problemi, dedicati a
studiare. Sai bene che anche se sei una mia nipote acquisita, ti ho molto a cuore e ci
tengo a che ti laurei al più presto e a pieni voti. Hai già fatto colazione ?”
“Si zia, anch’io ti voglio molto bene. Comunque ho già fatto colazione e voglio
iniziare a studiare subito.”
“Allora ti lascio libera. Io intanto vado a farmi una doccia giacché devo andare
all’ufficio del catasto e non so quanto tempo impiegherò. Comunque aspettami, in
quanto sarò certamente di ritorno per il pranzo; ci sarà solo da scaldare la pasta al
forno e l’agnello che sono rimasti ieri.”
“Certamente zia, vado subito in camera mia.”
Lisa si diresse verso la stanza da bagno ed appena ne ebbe chiuso la porta Sonia,
che aveva capito che sua zia aveva mentito, si precipitò subito verso la stanza da letto
dei suoi zii dove trovò il cellulare, che lei stessa le aveva regalato, ed un foglietto su
cui vi era scritto, cit. Milena, quarto piano, lato A, ore 11 circa, Via G. Cerranese, 3,
ed un recapito telefonico. Sonia si accorse che l’ultima telefonata effettuata, era
indirizzata proprio al numero trascritto sul foglietto. Sonia rifletté sul fatto che
l’ufficio catastale non si trovava in Via Cerranese e che erano appena passate le nove
del mattino. Milena, chi era costei con cui aveva sostenuto una conversazione usando
dolci parole e fissando un appuntamento a breve ? Ricordò che le ultime parole
proferite da sua zia furono : “ Allora a presto Milena, sarò lieta di conoscerti !”.
Quindi Sonia, entro nella sua stanza e su di un foglio scrisse : scusa zia, rientrerò fra
pochi minuti. Piegò il foglio e lo conservò in una tasca dei suoi pantaloni. Quando
Lisa fu pronta per uscire salutò Sonia ad alta voce dal salotto. Sonia si apprestò
subito a lasciare il foglio che aveva scritto, sul tavolo della cucina, e raggiunse sua zia
per salutarla.
“Zia vesti sempre molto elegante. Posso accompagnarti fino al garage ?”
“Si cara, grazie !”
La sua auto si trovava nel parcheggio della villetta ed era costeggiato da un
giardino ben curato. Sonia si chinò a raccogliere una piccola margherita che le
dispose delicatamente sui lunghi capelli e poi, guardandola con molta tenerezza,
baciò ed accarezzò ripetute volte il suo viso avendo cura di non struccarla.
“Zia, sei tanto affascinante che se solo lo volessi, faresti innamorare a chiunque,
sia uomini che donne, ma con questa bella margherita, lo sembri ancora di più.
Ciao !”
“Grazie Sonia, per essere sempre tanto cortese. Aspettami per pranzare, mi
occuperò io di scaldare la pasta. Ciao !”
Subito dopo che l’auto di Lisa si allontanò, Sonia avviò il suo motorino e la seguì a
discreta distanza per non farsi scorgere. Arrivate sul luogo, Sonia parcheggiò il
motorino senza farsi scorgere e vide sua zia citofonare e subito entrare nello stabile.
Era un bel palazzo signorile, ben tenuto, ubicato in una elegante zona di periferia
lontana dal caotico traffico. Di fronte ad esso vi era un elegante bar, consono con la
zona e Sonia vi entrò ed ordinò un caffè accomodandosi in un tavolino da cui poter
tener d’occhio l’entrata dello stabile. Erano poche le persone che varcavano il
portone. Dopo circa un’ora e mezza, Lisa uscì dallo stabile e Sonia si accorse subito
che non aveva più la margherita sui capelli ed inoltre la sua camicia si trovava
all’esterno della gonna e non all’interno, come quando era entrata. Non vi era alcun
dubbio che si fosse spogliata e rivestita. Ma chi era Milena, come l’aveva contattata e
che avevano fatto insieme ? Furono queste, le domande senza risposta, che Sonia si
pose. Lisa diede un veloce sguardo in giro e poi entrò in macchina imboccando la
strada di ritorno verso casa. Nuovamente, Sonia la seguì a distanza, col motorino.
Prima di rientrare a casa, Sonia si diresse presso una pasticceria. Dopo circa un
quarto d’ora, Sonia fece rientro a casa e capendo che Lisa si trovava sotto la doccia,
andò in cucina a scaldare il pranzo ed imbandire la tavola. Appena uscita dalla stanza
da bagno, Lisa si sentì chiamare da Sonia che si trovava già in sala da pranzo.
“Zia, per favore vieni quando vuoi, ho appena finito di apparecchiare la tavola; il
pranzo è pronto. ”
Lisa entrò in sala da pranzo con addosso soltanto un lungo accappatoio bianco, un
paio di ciabatte in spugna da bagno ed una asciugamano che le avvolgeva i capelli.
Sonia le si avvicinò sorridente e si salutarono con un bacio.
“Che sorpresa ! Perché ti sei disturbata a fare tutto da sola, ti avevo detto che me
ne sarei occupata io ? Quando sono rientrata ti ho cercata ed ho letto il biglietto che
hai lasciato in cucina.”
“Zia, ero andata un attimo in pasticceria a comprare la crostata di mele che tanto ti
piace ed al ritorno, ho pensato bene di scaldare il pranzo ed apparecchiare visto che
eri di nuovo sotto la doccia. C’era molta gente nell’ufficio del catasto; hai fatto
tutto ?”
“Ti ringrazio per essere tanto affettuosa con me. Comunque era molto affollato e
dopo aver atteso un bel po’, ho deciso di ritornarvi domani o dopo domani uscendo
più presto da casa. Siccome mi sentivo accaldata, ho voluto farmi un”altra doccia.”
Lisa continuava a mentire ma Sonia fece finta di crederle.
“Dai zia, accomodati e pranziamo.”
“Sonia, indosso soltanto l’accappatoio e dovrei anche asciugarmi i capelli.”
“Zia, credo che non sia vietato pranzare con l’accappatoio. Comunque, se ti
disturba l’asciugamano, lascia che ti asciughi velocemente i capelli e te li pettini.”
“Va bene, e sia come tu vuoi.”
Sonia andò a prendere un pettine ed asciugò appena i capelli di sua zia e la pettinò
baciandola ripetutamente.
“Sai che sembri ancora più bella coi capelli bagnati e addirittura senza trucco ?”
Subito dopo Sonia si chinò per continuare a baciare ed accarezzare il suo viso.
“Sonia, fra noi due, sei tu la bella; sei un bellissimo bocciolo, l’ho sempre detto e
lascia che te lo ripeta ancora una volta. Sei tu la mia nipote prediletta e ti voglio più
bene degli altri. Già da bambina eri stupenda e adesso lo sei ancor di più !”
“Zia, per favore, non esagerare. So che hai sempre avuto un debole per me e per la
mamma, di fatti, vi trattate come sorelle e non come cognate. Noi tre saremo sempre
molto riconoscenti verso te e lo zio per essere stati gli unici a consolarci ed aiutarci in
tutto dopo che la mamma ha chiesto il divorzio a quel tale, che purtroppo mi viene
padre. Zio Sandro è stato molto bravo evitando che io e mio fratello vivessimo il
trauma della mancanza di un padre. Noi due lo riteniamo come il nostro vero padre,
al punto che, Ludovico si iscriverà alla facoltà di giurisprudenza, dopo aver
conseguito la licenza liceale, per diventare avvocato come lui. Non concepisco come
un uomo, che si ritiene tale, abbia potuto abbandonare una moglie e due figli per
andare a convivere, e per di più, sposarsi con una donna molto maggiore di lui, solo
per godere dell’agiatezza e la ricchezza che lei le offriva.”
“Io e tuo zio abbiamo fatto tutto per affetto; non ce la siamo sentiti di
abbandonarvi al vostro destino da soli. Tra l’altro, io e Vanessa, scoprendo essere
molto affini, abbiamo legato subito dal momento in cui ci siamo conosciute.
Comunque, tralasciamo questo dolente argomento ed apprestiamoci a pranzare, prima
che tutto si raffreddi.”
Dopo aver pranzato, ambedue sparecchiarono tutto e una volta finito di lavare le
stoviglie, Sonia disse che si sarebbe fatta la doccia e poi avrebbe ripreso a studiare in
camera sua.
“Bene Sonia, io ho bisogno di riposare per lo meno una mezz’oretta ” disse Lisa.
Appena finita la doccia, Sonia si rinchiuse in camera e dopo alcuni attimi di
esitazioni, incertezze e paure, spinta dalla curiosità, anziché studiare, osò comporre il
numero telefonico di Milena dal suo cellulare. Rispose la segreteria telefonica ma
Sonia non volle lasciare alcun messaggio. Circa un quarto d’ora dopo e col fiato in
gola, Sonia riprovò a chiamare. Stavolta il telefono risultava libero.
“Pronto !” Rispose una voce da donna.
“Buongiorno, mi chiamo Monica, avevo telefonato poco fa ma non ho voluto
lasciare alcun messaggio presso la segreteria telefonica. Parlo con la signora
Milena ?”
“Sì, sono io. Mi dispiace ma ero occupata; comunque, dimmi pure !”
“Ho avuto il suo recapito dalla mia amica Elisa che spesso mi ha parlato molto
bene di lei !”
“Elisa ? Sinceramente non ricordo questo nome, in quanto capirai che, venendo in
tanti, non riesco a memorizzare i loro nomi. Dimmi pure Monica !”
“Bene, volevo sapere se questo pomeriggio poteva ricevermi !”
“Scusa, sei da sola oppure in coppia ?”
“Sono da sola !”
“Desideri un trattamento normale o qualcosa de particolare ? ”
“Un trattamento normale !”
“Dalla voce mi par di capire che sei alquanto giovane ! Mi sbaglio ? ”
“Ho ventidue anni !”
“E sicuramente un po’ esitante giacché sei alle tue prime armi, vero ?”
Sonia si sentì rabbrividire ma continuò a parlare anche se timidamente.
“Sì è vero e sono un po’ imbarazzata.”
“Non preoccuparti; vedrai che saprò metterti a tuo agio. Elisa ti ha parlato della
mia richiesta ?”
“In realtà non glielo ho chiesto. Mi ha soltanto detto di essere di aver ricevuto un
trattamento eccellente e che potevo affidarmi tranquillamente a lei.”
“Sì Monica, non te ne pentirai. Comunque per un trattamento normale, di circa
una mezz’oretta, 150 euro e 250 per un oretta con un trattamento particolare. Nel
caso decidessi venire, non penso proprio che discuteremo riguardo qualche banconota
in più o in meno !”
“Infatti, signora Milena non è questo il punto !”
“Monica, ti prego, dammi pure del tu e tralascia quel < signora >; vedrai che dopo
diventeremo amiche ! Generalmente, dopo una prima volta, la gente ritorna da me. Io
mi trovo a Milano da lunedì a mercoledì e a Varese, i giovedì e i venerdì. Scusa, da
dove chiami ?”
“Da Milano.”
“Quando potresti venire ?”
“Questo stesso pomeriggio se le è possibile.”
“Ascolta, io ricevo dalle nove alle diciannove, ma ho un appuntamento intorno
alle 17 con una coppia. Visto il tuo caso, ritengo opportuno concederti un trattamento
particolare fatto con calma. Mi trovo in Via Cerranese, 3, lato A, al quarto piano di
un bel palazzo signorile. Troverai scritto Milena sul citofono. E’ una tranquilla zona
residenziale; la strada è molto ampia e puoi parcheggiare senza problemi. Proprio di
fronte al mio palazzo vi è un elegante bar – pasticceria con una vistosa insegna
recante la scritta < Fragola d'oro >. Impossibile sbagliare. Abiti molto distante ?”
“In realtà non tanto, ma se vuoi posso raggiungerti in meno di mezz’ora se ti sta
bene !”
“A me sta benissimo ! Dai vieni che ti aspetto. Ti accoglierò a braccia aperte e
vedrai che ci divertiremo un mondo ! Ti comincio a baciare sin da adesso !”
“Milena hai una voce molto rilassante; anch’io contraccambio i tuoi baci,
indosserò le ali per volare da te !”
“Angelo mio, allora vieni subito da me senza sprecare più tempo in quanto non
vedo l’ora di abbracciarti e coccolarti !”
“Sì, anch’io sento il bisogno di te; probabilmente sarò da te prima di mezz’ora in
quanto la tua voce sta cominciando ad eccitarmi, a presto cara, non vedo l’ora di
conoscerti !”
“Monica, interrompi subito questa telefonata e vieni immediatamente da me in
quanto la tua voce ha cominciato ad eccitare pure me. Ciao, ti aspetto !”
Sonia riagganciò e rifletté su ogni parola della conversazione. Non vi era alcun
dubbio che Milena fosse una escort e sua zia Lisa, una lesbica. Ciò che la sbalordì fu
però il suo proprio comportamento, infatti, si era comportata come se anche lei fosse
una lesbica. Lei una lesbica ? Poteva mai essere possibile ? E da quando aveva
iniziato a provare istintivamente attrazione verso un’altra donna ? In realtà, spesso si
era soffermata a guardare, alcune sue compagne ed anche sua zia Lisa, con occhi
diversi ed immaginare persino le loro parti intime. Che stava succedendo, a sua
insaputa, dentro di lei, nel suo intimo ? Aveva forse tendenze saffiche e non se ne era
accorta ? Aveva iniziato la conversazione con Milena spinta innanzi tutto dalla
curiosità, pero man mamo, si era spinta oltre; ben oltre. Perché ? Erano questi i
pensieri che la turbavano, che percorrevano senza sosta lungo i meandri del suo
cervello. Comunque, si vestì rapidamente e scrisse su un foglio : < zia sono andata alla biblioteca per consultare alcuni libri >. Dispose il foglio sulla porta con una
striscia di carta adesiva ed uscì da casa. Si diresse a casa di Milena col suo motorino
e dopo averlo parcheggiato accanto al portone di ingresso, sentì il bisogno di bere un
po’ d’acqua in quanto avvertiva che il suo cuore batteva a mille a causa del suo stato
di ansia. Si recò quindi presso il bar e dopo aver bevuto alcuni sorsi d’acqua si
diresse verso il portone del palazzo. Dopo alcuni ulteriori istanti di esitazione, si
decise a premere il pulsante del citofono. In quel momento una ragazza uscì da una
automobile che si era appena parcheggiata davanti il portone. Mentre Sonia stava
chiudendo il portone, la ragazza le chiese di non farlo in quanto anche lei stava per
entrare. Già all’interno dell’androne, Sonia cercò con lo sguardo l’ascensore ma non
lo vide.
“Scusa, sapresti dirmi dove si trova l’ascensore per il lato A?”
“Sì, subito dopo le scale girando sulla sinistra. Comunque seguimi perché anch’io
vado là. ”
Era una ragazza fine, alta e snella dai capelli neri e lunghi. Indossava un paio di
blue jeans ed una camicia bianca da cui traspariva il reggiseno nero. Aveva
un’andatura alquanto lenta e sensuale, forse dovuta agli alti tacchi dei suoi eleganti
sandali. Arrivate davanti la porta dell’ascensore, in attesa che esso scendesse, la
ragazza chiese a Sonia a quale piano era diretta.
“Al quarto, grazie !” rispose Sonia.
“Vai forse da Milena ?” chiese la ragazza.
Sonia rimase alquanto imbarazzata dalla domanda e per un istante non seppe come
rispondere.
“Scusa, posso chiederti come hai fatto ad indovinare ?”
“Non ho tirato ad indovinare. Nel lato A vi sono due appartamenti per ogni piano
e l’appartamento adiacente a quello di Milena attualmente è vuoto in quanto si trova
in vendita. Comunque è un piacere conoscerti, il mio nome e Danka. Dai entriamo,
l’ascensore è già qui !”
Danka la fece entrare nell’ascensore e premette il tasto del quarto piano.
“Mi chiamo Monica ed anche per me è un piacere conoscerti ! Sei molto bella e
simpatica sai ?”
Danka le porse la la mano e le si avvicinò baciandola sulle labbra. Sonia rispose
al bacio istintivamente e tanto spontaneamente che non poté fare altro che arrivare
alla sola ed unica conclusione possibile : era lesbica e a sua stessa insaputa.
“Grazie Monica, anche tu sei molto bella. Ma dì un po’, hai appuntamento con
Milena a quest’ora ?” le chiese Danka.
“Si, ci siamo sentite per telefono e mi sta aspettando. Per caso anche tu hai
appuntamento con lei adesso ?”
Danka le accarezzò dolcemente la guancia e baciandola nuovamente sulle labbra
le disse :
“In realtà io lavoro con Milena e fra poco ho appuntamento con un tizio, ma per
esserti sincera, preferirei far l’amore con te adesso, anziché con lui. Sei molto
tenera !”
“Sì, anche a me piacerebbe far l’amore con te !” disse Sonia timidamente.
Danka scrutò velocemente gli occhi di Sonia ed infine le chiese a bassa voce :
“Sonia, scusa la mia indiscrezione ma dal tuo atteggiamento posso intuire che
questa sia una delle tue prime volte. Mi sbaglio ?”
Sonia arrossì e rispose alquanto imbarazzata :
“Danka, ti sbagli di poco; questa è la mia prima volta !”
“Stai tranquilla e rilassati. Come prima volta, non potevi fare una scelta migliore
di questa. Milena è meravigliosa e saprà condurti al settimo cielo ! Dai usciamo,
siamo già al quarto piano.”
Uscite dall’ascensore, Danka le prese la mano e la condusse verso una porta poco
distante.
“Scusa Danka, perchè vi sono tre porte in questo corridoio e non due ?”
“Essendo l’appartamento molto grande, Milena ha fatto istallare una seconda porta
di accesso e posso dirti che così è molto più comodo.”
In quel momento Milena aprì la porta e si diresse verso Sonia a braccia aperte.
“Milena, guarda che meraviglia di ragazza ti porto; ci siamo incontrate
nell’androne subito dopo aver varcato il portone del palazzo.”
Milena abbracciò subito Sonia e la baciò sulle labbra.
“Monica, ti trovo affascinante; ti aspettavo con ansia. Per favore, entra ed
accomodati !”
Sonia, aveva risposto sia all’abbraccio che al bacio di Milena e sentiva il suo cuore
battere fortemente. Appena chiusa la porta, Danka e Milena si abbracciarono e
baciarono. Mentre Sonia le guardava si rese conto che si stava eccitando e, fra sé e
sé, concluse : < adesso veramente non ho più alcun dubbio, decisamente anch'io sono lesbica >.
“Monica, per favore scusami ma prima di dedicarmi a te vorrei fare qualche
domanda a Danka.” disse Milena rivolgendosi a Sonia.
“Milena, fai pure liberamente.” le rispose Sonia.
“Danka, come ti è andata con quell’americano in albergo ?” chiese Milena.
“Milena, era un tizio un po’ particolare, un vero maiale. Dopo, mi ha addirittura
invitata a pranzo in un ristorante. Prima di lasciarci mi ha firmato un assegno per 450
dollari americani.”
“Danka, sei bravissima. Hai qualche appuntamento per questo pomeriggio ?”
“Sì, fra poco arriverà un tizio e nel tardo pomeriggio ne aspetto altri due. Una
signora mi ha invitato a cena e mi ha proposto di trascorrere l’intera notte assieme a
casa sua. Questi sono i miei programmi per oggi. Milena volevo dirti che Monica
mi ha confessato che questa è la prima esperienza saffica. Se fossi libera le farei
l’amore con molto piacere ed anche gratuitamente ma tra l’altro, ritengo giusto e
corretto, che questo onore spetti a te.”
“Grazie Danka. Concordo pienamente con te; mi dedicherò a lei con molta cura e
non le farò pagare neanche un euro, in quanto credo che in queste condizioni, dovrei
essere io a pagare lei.”
“Milena, non mi sono mai sbagliata nei tuoi confronti, reputandoti una vera ed
eccellente signora. Questo è il motivo principale per cui ti voglio tanto bene e ti
apprezzo a dismisura. Adesso scusatemi ma voglio cambiarmi gli indumenti prima
che arrivi quel tizio; torno subito”
Milena continuò a guardare teneramente Sonia e commossa le sedette affianco. Le
accarezzò la guancia e poi gliela baciò; fece poi scivolare le sue labbra e la baciò in
bocca. Sonia rispose al suo bacio e dopo lasciò scivolare il suo capo fin sul seno di
Milena, la quale capì l’impellente bisogno che Sonia aveva, sia di lei, che delle sue
coccole.
“Monica per favore rilassati in quanto avverto che stai tremando.” disse Milena a
Sonia.
“Milena tremo per l’emozione che provo standoti vicina. Ho bisogno di te.”
“Sonia, capisco perfettamente il tuo stato d’animo e i tuoi bisogni. Quando ti sarai
rilassata andremo in camera ed appagherò i tuoi più intimi desideri.”
Rimasero in quella posizione circa un paio di minuti e quando Danka ritornò
indossando soltanto una vestaglia che le copriva appena la metà delle cosce, Milena
le chiese di portare qualcosa da bere a Monica.
“Milena ti avevo telefonato soltanto per togliermi un dubbio che avevo però, a
poco a poco, mi sono accorta di avere certe tendenze. Risulterebbe un po’ lungo
raccontarti tutto.” disse Sonia a Milena
“Monica, facendo questo mestiere, ho imparato a conoscere e capire le persone, in
quanto trovano in me, non solo la puttana con cui possono esprimere e soddisfare i
loro più nascosti ed inconfessabili desideri, per ciò che a sesso si riferisce, ma anche
la donna a cui confidare i loro problemi personali e chiedere addirittura consigli. Con
molti di loro siamo diventati addirittura amici. La gente con me si apre del tutto,
come se fossi una psicologa, mi svelano i loro segreti e mi si mostrano proprio per
quello che realmente sono.”
Intanto Danka si avvicinò a Sonia portando dell’acqua e del thè freddo in un
vassoio. Mentre Sonia iniziò a sorseggiare il thè, Danka si rivolse a Milena.
“Milena, credo che Monica abbia veramente bisogno di te sotto diversi aspetti. E’
bene che ti dedichi a lei.”
“Sì Danka, hai ragione. E siccome nessuno ha mai parlato male di me, ti ripeto che
inizierò col non chiederle neanche un euro e a dedicarle tutto il tempo di cui ha
bisogno.”
In quel momento squillò il cellulare di Milena ma fu Danka a rispondere. Intanto
Sonia continuava a sorseggiare il thè mentre Milena non lasciava di accarezzarla e
guardarla con tenerezza.
“Monica, devo confessarti che la tua fisionomia non mi è del tutto nuova. Ti avrò
vista da qualche parte ma non ricordo, né quando, né dove.”
“Milena, posso assicurarti che questa è la prima volta che ti vedo e per esserti
sincera, mi dispiace non averti conosciuto prima in quanto mi sento molto bene in tua
compagnia. Credimi !”
“Monica, ti credo, anche perché mi accorgo che adesso sei molto più calma. E poi,
non avresti alcun bisogno di mentire !” le disse Milena
“Eppure ti ho mentito. E’ stata una bugia insignificante che ti rivelerò senz’altro,
ma era necessaria e grazie ad essa, ho potuto conoscerti. Prometto che ti spiegherò
tutto.”
Accortasi della sincerità con cui Sonia le parlava, Milena le rispose con un
riconoscente sorriso. Intanto Danka porse il cellulare a Milena in quanto qualcuno
desiderava incontrarla. Sonia si eccitava mentre ascoltava Milena parlare e prendere
l’appuntamento. Quando Milena ebbe finito la conversazione, Sonia si rivolse a lei,
dicendole :
“Milena, mi credi se ti dico che mi sono appena eccitata ascoltando le tue
parole ?”
“Sì Monica ti credo e ti capisco. Ho anche intuito che quel tizio fosse già eccitato
e che mentre parlava si stesse segando il cazzo. Gli ho fissato un appuntamento per
le ore 19. Questo ti succede perché non sei mai stata in un bordello.”
“Monica per favore, aiutami a capire cosa mi succede. Spesso, guardando alcune
mie compagne, comincio a fantasticare incontri molto intimi con loro. E’ da tempo
che anche guardo mia zia con occhi diversi e desidererei addirittura chiederle di
dormire assieme a lei nel suo letto, quando mio zio si trova fuori città per motivi di
lavoro, proprio come avviene in questi giorni. Milena, mi vergogno a chiedertelo, ma
puoi spiegarmi cosa mi succede; secondo te sono lesbica ? Mi è piaciuto molto
baciare sia Danka che te e mi piace sfiorare le mie guance contro le tue belle tette.
Mi piace guardare le belle gambe affusolate di Danka, il suo bellissimo viso ed il suo
particolare stile di camminare; quando poco fa si è allontanata per andarsi a cambiare,
avrei avuto il piacere di essere io a spogliarla per dopo metterle addosso la vestaglia.
Puoi spiegarmi se queste cose che mi succedono sono normali ?”
“Mia dolce Monica, la tua tenerezza e spontaneità mi commuovono. Ritengo che
sei molto sensibile e molto aperta al sesso. Qui con noi, non devi aver nessun pudore
e tanto meno vergognarti di fare o dire qualsiasi cosa. Devi sentirti a tuo proprio
agio, esprimerti molto liberamente e mostrarti per quello che realmente sei, proprio
come fanno tutti gli altri. Voglio che qui ti senta una vera donna, una femmina a cui
piace stare in questo bordello in quanto anche tu, nel tuo profondo, ti senti un po’
puttana e addirittura ti piacerebbe essere una puttana proprio come me e Danka.
Nessuno di noi sa quello che realmente vuole fino ad una certa età. Il sesso è strano
ed imprevedibile; non finisce mai di sorprenderci ed è bene che tu non perda mai
nessuna occasione che possa contribuire ad appagare i tuoi desideri e le tu voglie.
Cerca di andare a letto con chi vuoi sempre che sia possibile. Riguardo tua zia, ti
suggerirei di scartarla ma se fosse una zia acquisita, sarebbe opportuno cercare di
capire discretamente quali sono le sue nascoste esigenze sessuali e successivamente
osservare bene il suo atteggiamento nei tuoi confronti. Alla tua domanda io rispondo,
che decisamente, hai tendenze saffiche. Monica è vero, hai scoperto di essere ciò che
prima non immaginavi essere o non volevi credere però in realtà, tu sei già una
lesbica e per di più, sei pronta a qualsiasi esperienza, sei pronta a tutto !”
Danka si avvicinò a Sonia e chinandosi la baciò sulle labbra.
“Monica, come ti avevo già detto, anche tu mi piaci molto e sin da ora ti chiedo di
trascorrere una notte intera noi due sole, a casa mia, quando tu lo desideri.
Inizieremo spogliandoci a vicenda in quanto anche a me piacerebbe spogliarti proprio
in questo momento però ritengo giusto che sia Milena a spogliarti per prima e a farti
gustare determinati piaceri. Posso garantirti che lei è bravissima.”
“Grazie Danka, accetto con immenso piacere il tuo invito, in quanto anch’io non
vedo l’ora di godere assieme a te. Danka, sei splendida e mi fai innamorare.”
“Monica, sei la seconda persona che oggi mi ha detto queste stesse parole, < ti mi fai innamorare >. Oggi, in tarda mattinata, è venuta una signora molto bella e
raffinata, per un incontrarsi con Milena; era la prima volta che veniva da noi e per
rompere il ghiaccio, abbiamo conversato un po’ ed anche sorseggiato del caffè.
Siccome un turista americano mi ha telefonato per un incontro in albergo, io sono
dovuta andare via e poco prima che uscissi mi ha detto esattamente queste stesse
parole : < ti mi fai innamorare; per favore fissami un appuntamento al più presto >.”
Sonia riuscì a trattenere la sua reazione e le chiese cosa le aveva risposto.
“Milena, semplicemente le dissi che l’avrei ricevuta con molto piacere domattina.”
“Quindi ritornerà domani !” esclamò Sonia.
“Sì Monica, ne sono più che certa in quanto l’ho vista molto eccitata ed interessata
nei miei confronti. Le ho detto che non sarei arrivata prima delle dieci del mattino, in
virtù della nottata che dovrò trascorrere con un’altra signora. Mi è sembrata una
donna molto sensuale e bisognosa di una lesbica. La riceverò con molto piacere !”
In quel momento si udì il campanello del citofono e Danka si avviò verso di esso.
“Scusatemi, il mio cliente è appena arrivato; lo farò entrare dall’altra porta e lo
porterò nell’altra stanza da letto affinché possiate stare più tranquille. Monica, ti
raccomando di lasciarti guidare in tutto da Milena; lei saprà appagare i tuoi desideri.”
Dopo aver esitato alcuni istanti, Sonia chiese a Milena che le parlasse brevemente
di quella signora.
“Monica posso solo dirti che è una persona eccellente, si chiama Lisa. Mi ha
raccontato che è felicemente sposata con un noto avvocato che la tratta come una
regina. Lui si reca spesso in altre città per motivi di lavoro, proprio come in questi
giorni. Mi ha confessato che non lo ha mai tradito con nessun altro uomo, in quando,
lo considera come l’unico uomo della sua vita. Purtroppo parecchi anni fa sua
cognata Vanessa, cui lei era molto legata, ha chiesto il divorzio al marito, in quanto
quell’idiota si era innamorato di una donna molto ricca e per tale motivo ha
abbandonato sia lei che i suoi figli. Ricordo che il figlio maschio aveva cinque anni
in meno della figlia femmina. Comunque loro due hanno aiutato molto Vanessa e i
ragazzi e suo marito, dopo alcuni mesi, ha chiesto ad un amico di assumere Vanessa,
che tra l’altro ha una laurea in economia, presso la sua ditta di import-export a Varese,
in qualità di assistente manager. Siccome subito dopo la separazione Vanessa era
molto giù di morale, Lisa decise di trasferirsi a casa sua, a Gallarate, per circa un
mese con lo scopo di consolarla, aiutarla, anche economicamente ed assisterla. Era
praticamente Lisa ad occuparsi di tutto, persino dei ragazzi. Lisa e Vanessa
dormivano assieme ed una notte, istintivamente ambedue si diedero all’amore. In
realtà nessuna delle due era lesbica, però il loro legame affettivo ed il naturale
bisogno di sfogarsi sessualmente, le indusse spontaneamente ad abbandonarsi ad una
intensa passione. Da quella notte in poi diventarono amanti, ed io aggiungo, anche
lesbiche. Secondo me, fu proprio questo loro intimo ed ulteriore approccio, a far sì
che Vanessa si riprendesse. Dopo che Vanessa si ristabilì, Lisa rientrò a Milano da
suo marito. Da allora in poi, ogni volta che si incontrano non perdono l’occasione di
buttarsi a letto per sfogare la loro passione. Un giorno, dopo aver letto una mia
inserzione su un portale di annunci porno a Varese, Vanessa mi telefonò e mi venne a
trovare. Mi raccontò come lei e Lisa casualmente avevano iniziato ad amoreggiare e
che di essersi accorte della loro inclinazione verso l’amore saffico. Siccome da
parecchio tempo, né lei né Lisa, avevano avuto l’occasione di poter stare da sole, per
amarsi tranquillamente e sfogare i loro istinti, Vany ricorse ad un portale di annunci
alla ricerca di una lesbica e così si imbatté con me. Ambedue scopammo in una
maniera molto sublime e da allora in poi siamo diventate tanto amiche al punto che
non ho più voluto che mi pagasse. Noi due spesso usciamo assieme e almeno una
notte a settimana dormiamo assieme nel mio appartamento a Varese in quanto
Vanessa non vuole che io perda i clienti che ricevo durante il giorno. E’ da notare che
Vanessa scopa solo con me e Lisa . Dietro insistenza, sia mia mia che di Lisa,
Vanessa ha conosciuto un uomo, e spero tanto che sia proprio quello adatto a lei, in
quanto, fino ad ora sembra affidabile ed ha dimostrato di amarla veramente. Lisa è
da tempo a conoscenza della mia amicizia con Vanessa però purtroppo non ci
eravamo mai incontrate. Siccome Lisa aveva una voglia matta di lesbicare e non
aveva avuto l’occasione di andare da Vanessa, le ha chiesto il mio recapito e stamane
Lisa mi ha telefonato. Per me è stato un vero piacere conoscerla e di fatti, anche per
rispetto verso Vanessa, non mi sono neanche fatta pagare. E’ una donna stupenda ed
abbiamo scopato con molta foga, passione e veemenza. Ambedue siamo rimaste
molto soddisfatte, infatti mi ha stimolato tanto abilmente da procurarmi ben tre
orgasmi. In realtà il primo orgasmo lo ha avuto lei mentre le leccavo l’ombelico;
siccome ne sono rimasta basita lei mi ha confessato che era quella la sua zona più
sensibile comunque ha una fica stupenda che ho succhiato intensamente. Sin da
quando è entrata a casa ho notato che era molto lieta di conoscermi e mi ha
confessato che la eccitava molto andare a letto con una intima amica di Vanessa ma
era anche molto eccitata a causa di sua nipote Sonia, che prima di venire da me
l’aveva colmata di baci e carezze. Lei le vuole molto bene in quanto è la sua
prediletta, e siccome frequenta l’università qui a Milano, è alloggiata casa sua. A
quanto pare, lei la adora, al punto da desiderare ardentemente portarla a letto per
colmarla di coccole ed amarla con frenesia, pero è costretta a reprimere questo
desiderio, in quanto teme la sua reazione. E’ rimasta colpita da Danka e le ha subito
chiesto di fissarle un appuntamento al più presto. Quando Danka se ne è andata, lei
mi ha confessato che le ricordava molto la sua diletta Sonia e che quindi non vedeva
l’ora di buttarsi a letto assieme a lei. Oltre a ciò mi ha confessato di non aver mai
accennato una parola a sua cognata Vanessa, riguardo il suo desiderio nei confronti di
Sonia, per delicatezza e timore allo stesso tempo. Lei prova un vero amore sia verso
Vanessa che verso Sonia. Ti confesso che non mi sono sentita di darle alcun
suggerimento in quanto anch’io ignoro quali reazioni potrebbero avere madre e figlia.
Le ho soltanto consigliato di scopare con Danka, che tra l’altro è anche molto brava e
comprensiva. Ho conosciuto Danka, per puro caso a Bari, mentre batteva sul
marciapiede. Mi ha colpito la sua bellezza e l’ho abbordata chiedendole di avere un
rapporto con me. In realtà volevo solo parlare con lei e mentre eravamo in macchina
lei mi confessò di essere tenuta come una prigioniera da un branco di delinquenti
albanesi e costretta a restituire loro tutti i suoi incassi. Le proposi di liberarla
immediatamente dai suoi sfruttatori portandola via immediatamente lontano da quel
posto. Lei mi ringraziò ed accettò molto volentieri di venire a lavorare qui con me.
Volli aiutarla e rischiai di fare quel lungo viaggio fino a casa, un viaggio che poteva
essere molto insidioso. Feci molta attenzione durante tutto il tragitto da Bari fin qui,
fermandomi frequentemente ed entrando ed uscendo diverse volte dagli svincoli
autostradali. Arrivati nei pressi di Ancona, mi addentrai in un vicolo di campagna
alcune ore in attesa della notte. Quando mi accertai di non essere inseguita, imboccai
l’autostrada per Milano, imboscando la mia automobile, durante alcune ore, nelle
campagne di Piacenza. Essendo già più che sicura di non essere inseguita, mi diressi
direttamente a casa mia a Varese. A quel punto, il nostro lungo viaggio finì e con
esso finì anche la fuga che Danka tanto desiderava e considerandosi già libera dai
suoi sfruttatori, per ringraziarmi, quella notte si concesse a me con molta passione.
Due giorni dopo la condussi qui a casa e rimase ad abitarvi per ben due anni. In quel
periodo guadagnò tanto denaro, che acquistò in contanti, un piccolo ma confortevole
appartamento qui vicino.”
Proprio in quel momento squillò il cellulare e Milena rispose. Sonia riconobbe la
voce di sua madre e subito provò un’emozione ed una gioia tali che non le permisero
di prestare molta attenzione al loro amichevole e confidenziale dialogo. < E' proprio vero che sono amiche; Milena è sincera e le vuole veramente bene; sa molte cose, molte, addirittura più di me > erano questi i pensieri che si aggiravano nella mente di
Sonia. Si accorse che anche lei stessa stava iniziando a voler bene a Milena che
nonostante, facesse la puttana, aveva ciò che conta realmente, aveva un cuore aperto.
Istintivamente le baciò la mano, le spostò appena la vestaglia per estrarle teneramente
un seno che iniziò a succhiare delicatamente come se fosse una bambina. Sentì la
mano di Milena accarezzarle il capo e trattenerlo contro il suo seno. Presa sempre
dall’emozione, riuscì soltanto ad udire le ultime parole di Milena, prima della fine
della breve conversazione : < ciao carissima Vany, a sabato sera >. Dopo Milena
disse a Sonia :
“Era Vanessa, io uso il diminutivo, Vany. Le sue telefonate sono sempre state
brevissime in quanto sa che uso il cellulare per lavorare. Ha detto che Lisa le ha
appena telefonato per ringraziarla della fantastica scopata che si è fatta con me e che
non vede l’ora di scopare anche con Danka in quanto le ha lasciato un’ottima
impressione.”
“Scusa la domanda indiscreta, per caso Vanessa conosce anche Danka ?”
“No, non si conoscono in quanto Danka lavora soltanto qui a casa mia e non viene
a Varese con me i giovedì ed i venerdì. In quei giorni, Danka lavora qui da sola.
Sono però sicura che, anche se si conoscessero, Vany non scoperebbe mai con Danka
in quanto, per esserti sincera, io e Vany siamo talmente intime amiche che
praticamente ci amiamo. In buona sostanza, Vany scopa soltanto con me e con Lisa.
E se Lisa vuole scopare con Danka, lo fa soltanto perché le ricorda sua nipote Sonia e
come ti dicevo, non le si propone, in quanto teme la sua reazione. Questo è tutto !”
“Scusa Milena se ho iniziato a leccare e succhiare la tua bella tetta senza
chiedertelo ma l’ho fatto istintivamente e non ho potuto trattenermi.”
“Monica con me puoi fare ciò che vuoi senza chiedere alcun permesso. Mi
accorgo che sei molto emotiva. Adesso spegnerò il cellulare in quanto voglio
dedicarmi completamente a te senza essere disturbata, tanto, chi mi cerca, capirà che
sono occupata e ritelefonerà. Sono molto eccitata, che ne pensi di andare in camera
adesso ?”
“Scusa Milena, prima di andare in camera ritengo opportuno che sappi la mia
verità, in quanto, se non te la dicessi, mi farei letteralmente schifo. Ti reputo una
persona per bene e, nonostante svolga quest’attività, hai i tuoi valori. Comunque sarò
brevissima come lo è Vanessa.”
“Scusa Monica, quale verità potevi mai nascondermi, non farmi impensierire ?”
“Ricordi che poco fa ti ho confessato di ricorrere ad una bugia per togliermi una
curiosità e che, grazie ad essa, ho avuto il piacere di incontrare e conoscere la
splendida persona che sei ?”
“Sì, certo ! Ricordo anche che una volta, qualcuno scrisse, che il fine giustificava
il mezzo. Se conoscendomi, tu hai provato molto piacere, bene, credimi che il mio, è
stato molto più grande. Quindi posso soltanto concludere che hai fatto molto bene a
mentirmi. Reputi proprio necessario parlarmi della tua bugia, che dopo tutto, l’hai
detta a fin di bene ?”
“Certamente Milena, in quanto, se non lo facessi sarebbe come ingannarti e tu non
meriti proprio che io ti inganni.”
“Dai Monica, confessa questa bugia.”
“Comincerò col dirti che non ho nessuna amica col nome di Elisa e che ho
ottenuto il tuo recapito telefonico semplicemente copiandolo dal cellulare di un’altra
persona, invadendo così, la sua riservatezza.”
“E chi potrebbe essere mai questa persona ?” le chiese Milena alquanto turbata.
“Milena, parlo di una persona cui voglio molto bene, troppo bene !”
“Monica per favore, continua.”
“Monica ? No Milena, scusami tanto anche per questo; Monica non è il mio vero
nome e tu lo conosci bene; devi soltanto guardarmi e cercare di ricordare meglio.”
“Scusa ma non riesco a concentrarmi bene.”
“Milena, ti aiuterò un po’. Ho copiato il tuo numero dal cellulare di mia zia e poco
fa hai anche detto che la mia fisionomia non ti era nuova.”
“Non è possibile, resisto a crederci. Mi vengono i brividi a pronunciare quel
nome ma allo stesso tempo mi ricolma di gioia !”
“Sì Milena, sono proprio io !”
“Sonia ? Tu Sonia ? Sonia, amore mio, che immenso piacere conoscerti dopo
tanto tempo !”
“Sì cara Milena, sono Sonia ed anch’io provo un immenso piacere di averti
conosciuto anche perché mi hai appena messo a conoscenza di argomenti che io
ignoravo del tutto. Sono realmente lieta di averti conosciuto e di starti accanto !”
Sonia si alzò e si sedette a cavalcioni sulle cosce di Milena; si guardarono
profondamente negli occhi e si baciarono appassionatamente. Dopo quel lungo bacio
si accorsero che le loro lacrime di gioia avevano bagnato i loro volti. Dopo Sonia le
raccontò dettagliatamente tutto ciò che era successo quella mattina, dal momento in
cui era rientrata a casa, quando salendo al primo piano ascoltò sua zia Lisa fissare
l’appuntamento, quando la inseguì col motorino, quando pranzarono, e fin quando si
imbatté con Danka.
“Sonia, ti sono grata per avermi raccontato tutto così minuziosamente. Non devi
scusarti di niente in quanto chiunque avrebbe fatto lo stesso. Vany ed io ci siamo
scambiati anche alcuni regali, ma tu sei il più bel regalo che io abbia mai ricevuto in
quanto provieni dal suo corpo, che conosco alla perfezione, e che tante volte ho
ardentemente baciato dalla testa ai piedi. Sono felice e commossa allo stesso tempo,
di ricevere questo sublime regalo che Vany, a sua insaputa, mi fa. Io so tutto di te
perché tu e tuo fratello siete i suoi argomenti preferiti. Sono stata soltanto una volta a
casa tua anni fa per evitare che, qualcuno riconoscendomi, potesse pregiudicare la
reputazione di Vany. Sono entrata nella tua stanza e conosco addirittura i giocattoli
con cui giocavi da bambina ed anche la tua interessante biblioteca. Sono veramente
fiera di averti conosciuta. Avevo visto la tua foto sul tuo comodino; per questo
motivo la tua fisionomia non mi era nuova, ma sono passati molti anni da allora.
Poco fa Vany mi ha detto che sabato sera verrà a Varese e mi ha invitato a cenare in
un ristorante e dopo ad andare al teatro, che tanto le piace. Concluderemo andando a
casa mia per trascorrere l’intera nottata amandoci con lo stesso ardore con cui lo
abbiamo sempre fatto. Domenica mattina rientrerà a Gallarate per trascorrere la
giornata col suo fidanzato. Sarà molto difficile per me, nasconderle la gioia che mi
hai procurato, ma dovrò riuscirci. Credo aver commesso un errore raccontandoti le
mie intime vicende vissute con tua madre. Mi spiace averti messo involontariamente
a conoscenza riguardo la sua intima e segreta vita privata e per tale motivo ti chiedo
di non dirle nemmeno una parola. Vany ha molta fiducia in me e se lo venisse a
sapere non so come reagirebbe.”
“Milena, stai tranquilla, non le dirò nulla; il nostro incontro ed il nostro rapporto
rimarranno un nostro segreto. Io voglio amarti più di quanto ti ama mia madre;
voglio ringraziarti per tutto ciò che hai fatto per mia madre concedendomi
completamente a te. Però va aggiunto che, tralasciando mia madre, anch’io, come
donna, sento il bisogno di scopare con te; per favore, esaudisci questo mio desiderio.
Desidero imparare a farti l’amore come più ti pace e per tale motivo ti prego di
istruirmi al meglio. Io ti offro tutta me stessa con immenso piacere e mi abbandonerò
completamente fra le tue braccia. Sarà un vero piacere per me, poter assaporare e
leccare la tua fica, che ha accolto e fatto godere tanti cazzi. Ho molto bisogno di
leccare il tuo stupendo corpo come credo tante volte lo ha fatto anche mia madre e
stamane pure mia zia Lisa. Milena, sono molto emozionata ed eccitata; mi sento
tremare tutta”
“Rilassati Sonia, anch’io lo sono, e molto. Sai che molte Vany si siede a
cavalcioni sulle mie cosce proprio come sei messa tu adesso ? Andiamo a distenderci
sul mio letto dove, oltre ad amarti, esaudirò ed appagherò tutti i tuoi desideri !”
Si alzarono e strettamente abbracciate si avviarono verso l’accogliente camera da
letto che fu l’unica testimone della passione e della veemenza con cui si amarono e
appagarono i loro più intimi, nascosti e proibiti desideri. Quando compiaciute e
soddisfatte si alzarono dal letto, Sonia scorse una margherita posta sul comò. Milena
se ne accorse e le disse :
“Sì Sonia, è proprio la margherita che le hai messo tra i capelli stamattina. Lisa
mi ha anche parlato questo e mi ha confessato che, mentre gliela mettevi mettevi tra i
capelli, si è dovuta frenare dal baciarti appassionatamente e dal condurti a letto per
esprimerti tutto l’amore amandoti come una donna ama un’altra donna. Lisa è
ossessionata da te e non desidera altro che scopare con te. La margherita le è
scivolata senza accorgersene mentre scopavamo e poi ha dimenticato a rimettersela in
quanto ci siamo baciate appassionatamente diverse volte. Dopo che se ne era andata,
io l’ho trovata e l’ho lasciata sul comò. Gliela restituirò quando ritornerà. Mi ha detto
che si fatta molto lieta quando gliela hai messo. Lisa è pazza di te; ti vuole troppo
bene.”
“Sì Milena, anch’io la voglio molto bene. Ritieni opportuno che io scopi con lei ?”
“Sonia, lei non desidera altro. Secondo me, visto che anche tu la desideri e che si
tratta di una zia acquisita, potete trattarvi anche come due normali lesbiche che, con
molto entusiasmo, hanno un’impellente bisogno di scopare. Però, in fin dei conti, la
decisione è solo tua.”
“Sì Milena, scoperò con lei, in quanto, oltre al sentirne anch’io il bisogno, ritengo
giusto compiacerla abbandonandomi interamente a lei in quanto se lo merita.” Dopo
essersi rivestita, Sonia abbracciò e baciò Milena appassionatamente. Prima che Sonia
uscisse, Milena tornò ad abbracciarla e baciarla dicendole :
“Sonia, chiamami e ritorna da me quando lo desideri. Io non posso fare altro che
ringraziarti per l’inaspettato ed immenso piacere che mi hai dato !”
“Ti ringrazio di cuore; mi manterrò in stretto contatto con te. Ritornerò con la
gioia nel cuore !”
Appena chiuse il portone di quel palazzo, si avviò al bar ed ordinò un bicchierino
di Grand Marnier dicendo a se stessa : < brindo a te Sonia, adesso sei veramente una donna completa giacchè hai scoperto di saper appagare i desideri di una donna e che provi piacere sia con un uomo che con una donna. E' bene però ritornare da Milena per imparare molto di più da lei ed anche per coltivare sempre più la sua amicizia, visto che ama tua madre e che sta iniziando ad amare anche te ! >.
Si recò quindi presso un centro commerciale dove acquistò una corta gonna in
tessuto jeans con un generoso spacco frontale, una maglietta in jeans che le lasciava
l’ombelico scoperto, con un generosa scollatura e provvista di due soli bottoni. Dopo
acquistò un paio di sandali aperti e senza chiusura nel tallone con tacchi alti. Infine
acquistò due eleganti cavigliere in argento e quindi si diresse a casa. Trovò un
biglietto sul suo letto mediante il quale Lisa la informava di essersi recata al
supermercato. Quindi si fece una doccia e quando finì andò in cucina dove trovò
Lisa che sistemava gli acquisti. Subito le corse incontro abbracciandola e baciandola.
“Zia possiamo andare a cenare in pizzeria stasera ?”
“Certamente Sonia, andrò subito a vestirmi.”
Quando Lisa fu pronta scese al pianterreno e vide Sonia, che davanti lo specchio,
stentava ad annodarsi il retro dei capelli.
“Zia, per favore puoi aiutarmi a fare quel bel nodo, che tanto ti piace sul retro dei
capelli, quello che ha la forma del numero otto? Ricordo che quando vai dalla
mamma te lo fai sempre !”
Dopo un attimo di Lisa perplessità, Lisa le si avvicinò e le annodò i capelli.
“Sonia questo è uno dei più belli e semplici nodi celtici.”
“Grazie zia, vorrei imparare a farlo da sola, visto che sai come fartelo.”
“Sì Sonia, ti mostrerò subito come farlo in quanto non è poi tanto difficile come
sembra.”
Dopo che Lisa le ebbe spiegato come fare il nodo, Sonia le disse che aveva
acquistato due cavigliere identiche, una per ciascuno, e che sarebbe stata contenta di
mettergliela; quindi la fece accomodare sulla poltrona e le si inginocchiò davanti. Le
sollevò delicatamente il piede le agganciò la cavigliera.
“Zia, ti piace questa schiava ? Come vedi è in argento ed è identica a quella che
io indosso.”
“Sonia è bellissima. Ti ringrazio molto. Scusa, perché le hai comprate uguali ?”
“Semplicemente per apparire come te.”
Dopo qualche attimo di esitazione, Lisa le chiese :
“Allora Sonia, vediamo se hai imparato a fare il nodo celtico. Per favore fallo
anche a me, così sembriamo un po’ più simili.”
Sonia le teneva ancora sollevato il piede e passando ancora le sue dita lungo la
cavigliera; notò che Lisa era un po’ tremante. Si alzò, raccolse due fasce di capelli, le
portò sul retro e gliele annodò. Lisa si girò verso lo specchio e contrapponendone un
altro, notò che il nodo era perfetto.
“Sonia, sei stata bravissima, lascia che ti ringrazi con un un bacio.”
Quindi si avvicinarono e si baciarono. Ambedue avvertirono di essere emozionate
ma non dissero nulla. Lisa guardò la gonna che Sonia aveva appena acquistato, le
disse :
“Sonia, ti sta molto bene questa gonna. E’ molto simile ad una che io ho”
“Zia l’ho vista esposta in un negozio poco fa, dopo essere uscita dall’università. Mi
sono ricordata che tu ne hai una simile e l’ho comprata di proposito. Ti andrebbe di
indossarla adesso che andiamo in pizzeria ?”
“Certamente Sonia, anzi, indosserò pure un paio di sandali simili ai tuoi.”
Lisa salì subito in camera per cambiarsi e quando scese le disse :
“Adesso l’unica differenza del nostro abbigliamento è la camicia in quanto non ne
ho in tessuto jeans.”
“Zia non importa, in quanto questa camicia bianca ti sta molto bene.”
“Dai Sonia, andiamo in pizzeria.”
“Sì zia, andiamo.”
Arrivate nella zona parcheggio, Sonia raccolse una margherita e gliela pose tra i
capelli.
“Sonia stamane, non so né come né dove, ho perso la margherita che mi avevi
messo. Comunque adesso ne metterò una anche nei tuoi capelli.”
Subito dopo, si accomodarono in macchina e si diressero in una pizzeria poco
fuori città. Quando rientrarono a casa Sonia le propose di andare in cucina a sorbire
un gelato e Lisa accettò di buon grado. Quindi Sonia la fece accomodare, estrasse
una vaschetta di gelato dal freezer e ne preparò due porzioni. Nel frattempo si
accorse di come Lisa la stesse divorando con gli occhi e, sicura di sé stessa, quando le
si avvicinò per porgerle la coppetta, le chiese se poteva sedersi a cavalcioni sulle sue
cosce. Lisa dopo un attimo di esitazione le disse :
“Certamente Sonia, quando eri bambina solevi farlo spesso.”
Sonia le sorrise e sedendosi su di lei iniziarono a sorbire il gelato.
“Sì zia, ricordo che giocavo con te e poi ti abbracciavo e ti baciavo.”
“Sì, eri un amore, come del resto lo sei tuttora.”
“Solo che adesso non sono più una bambina, guarda che seno che ho, mi sembra
un po’ esagerato. A me piace un seno come il tuo, della tua stessa misura. Nei negozi
stento a trovare modelli di camicie e camicette che mi piacciono appunto per la mia
quinta misura, proprio come con questa camicia; in assenza della quinta misura, ho
dovuto rinunciare ad indossare il reggiseno altrimenti non avrei potuto abbottonarla.
Mi sembra che le tette stiano per uscirmi fuori dalla camicia da un momento all’altro.
Secondo te, questa camicia mi sta bene ?”
“Sonia, il tuo seno è identico a quello di tua madre. Io indosso la terza misura ma
credimi che vorrei avere un seno come il vostro in quanto lo trovo molto più bello ed
eccitante. Mi accorgo come, sia uomini che donne per strada, te lo guardano. E poi
trovo che questa camicia è molto seducente in quanto incrementa di più il tuo
fascino.”
“Fascino ? Mi trovi per caso affascinante ?”
“Certamente Sonia, sei molto affascinante e credo che chiunque vorrebbe andare a
letto con te !”
“Zia, in realtà io trovo te affascinante, sei bellissima !”
“Non proprio, Sonia, non proprio:”
“Scusa zia, ti dispiacerebbe toglierti la camicia e mettere i nostri seni a confronto ?
Forse questa è l’unica maniera per convincerti che il tuo è più bello del mio !”
“Sonia, che dici ? Io sono tua zia !” affermò Lisa.
“In realtà sei mia zia acquisita e volendo, in un certo senso, possiamo considerarci
anche come persone estranee ed in questo non vi trovo nulla di male, giacché, alla
fine, siamo fra donne e nessuno ci sta guardando !”
Lisa si mostrava apertamente sconvolta a rimase allibita a guardare Sonia. Sonia
si fece coraggio e posò la coppa di gelato sul tavolo. Decisa su ciò che stava per fare
e senza proferire nessuna ulteriore parola, si sbottonò la camicia e se la tolse
rimanendo completamente scoperta. Si accorse quindi di come Lisa, guardandola,
trattenne la sua gioia. Di seguito, tolse la coppa di gelato dalle mani di Lisa e la mise
sul tavolo. Senza indugi e senza dire nulla, sbottonò lentamente la camicia di Lisa,
che sollevando le braccia fece sì che Sonia gliela togliesse con più facilità. Dopo le
tolse il reggiseno ed ambedue rimasero a torso nudo.
“Zia, ti accorgi che le tue tette sono più belle delle mie ?”
“Sonia, sono sempre del parere che siano le tue molto più belle e sode !”
Dopo Sonia mise i loro capezzoli a stretto contatto ed ambedue fremettero di
desiderio al punto che si abbracciarono abbandonandosi ad un lungo ed appassionato
bacio. Senza proferire parola, Sonia si alzò e prendendo delicatamente la mano di
Lisa, la fece alzare e la condusse lentamente in salotto fermandosi sull’elegante ed
ampio tappeto. Sonia si tolse la gonna ed i sandali lasciandosi addosso soltanto il suo
ridottissimo perizoma di pizzo. Dopo si avvicinò a Lisa e le tolse gonna. Anche Lisa
indossava un ridottissimo perizoma. Si inginocchiò ai suoi piedi, le tolse i sandali e
dopo accarezzarle i piedi. li baciò con passione.
“Zia, hai dei piedi curatissimi e bellissimi. Avrei voluto baciarteli quando ti ho
messo la cavigliera ma ho voluto attendere !”
Lisa era tanto stupita che neanche aveva il fiato di parlare. Credeva di sognare.
Poi Sonia si alzò e guardandola negli occhi le disse :
“Zia un volta ho trovato casualmente il tuo perizoma nella tua stanza da letto ed
ho voluto acquistarne uno molto simile per me. Adesso che siamo quasi nude una di
fronte l’altra, sono profondamente emozionata. Vorrei che adesso tu esaudisca un mio
desiderio.”
“Quale, bambina mia ?”
“No Lisa, non sono più una bambina. Sono già una donna e quando ci troviamo
da sole voglio chiamarti Lisa e non più zia. Ho voluto che mi facessi il nodo nei miei
capelli, in quanto tante volte ho visto che anche tu te lo fai. Voglio che questo nodo e
la schiava che ho messo nella mia caviglia simboleggino la mia appartenenza a. Sto
per toglierti il perizoma e per favore fai lo stesso col mio. Ho bisogno di sentire la
tua bella fica contro quella mia. Il mio amore per te mi ha fatto diventare lesbica e
voglio amoreggiare e scopare con te adesso ed in qualsiasi momento tu lo desideri.
Non considerarmi più come una nipote ma come una donna che brama per te e che ti
appartiene. Chiedimi ciò che vuoi in quanto da adesso in poi, voglio essere la tua
puttana, in quanto solo ad una puttana può venir in mente di scopare con sua zia. Se
vuoi, anziché Sonia, chiamami pure puttana giacché è ciò che realmente sono. Ti
prego di scoparmi per terra, sopra questo soffice tappeto, proprio come faresti con
una qualsiasi puttana. Sono felice ed emozionatissima di starti di fronte e sentire
come la tua pelle sfiora la mia. Perché ti sei messa il perizoma stasera ? Te lo sei
messa per me ?”
Sonia quindi abbracciò e baciò Lisa appassionatamente e subito dopo le tolse il
perizoma. Lisa rispose al suo bacio e dopo averle tolto il perizoma, le disse :
“Sonia, è da tempo che desidero scopare con te ma non ho mai avuto il coraggio di
chiedertelo. Sì mi sono messa il perizoma per te, come tante volte in quanto ho
sempre desiderato scopare con te. Ti ringrazio per avermi messo la schiava nella
caviglia. Anche per me, il nodo celtico ai capelli e la schiava alla caviglia, vogliono
simboleggiare la mia appartenenza a te. Quei capelli annodati a forma di un otto
orizzontale sono il simbolo dell’infinito, come infinita dovrebbe essere la capacità di
relazionarsi con gli atri offrendo tutte le proprie energie positive. Considerami come
la tua puttana e devota schiava. Adesso mi inginocchierò innanzi a te per baciarti i
piedi e dopo ci abbandoneremo ai nostri lussuriosi desideri, in quanto ambedue, ne
abbiamo un impellente bisogno.”
Lisa si inginocchiò e dopo averle baciato i piedi, si distesero sul tappeto dandosi a
lungo, all’amore e alla lussuria. Sonia iniziò a stimolarla leccando lentamente ogni
millimetro del suo corpo con ardore e devozione. Insistette molto sul suo ombelico e
sulla fica facendo sì che Lisa raggiungesse molteplici orgasmi. Lisa rispose con tutto
il suo ardore di donna agli amplessi. Una volta esauste rimasero distese sul tappeto
abbracciate.
“Grazie Sonia per l’immenso piacere che mi hai dato e che non credo di aver
meritato !”
“Lisa, sono io che devo ringraziarti, in quanto grazie a te, ho scoperto la mia vera
natura, la mia inclinazione verso l’amore saffico e te ne sono riconoscente. Adesso so
di essere una vera lesbica.”
“Sonia, voglio che quando tuo zio è altrove e sia costretto a pernottare in altre città
tu dorma nel mio letto, a cominciare da stanotte stessa.”
“Sì Lisa, farò tutto ciò che desideri con infinito piacere in quanto, come ti ho
appena detto, io ti appartengo e sarò la tua puttana !”
“Sonia, considerami anche tu, come la tua puttana, che puoi spogliare e scopare in
qualsiasi momento lo desideri !”

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