Gioco a tre – Parte 2

Gioco a tre – Parte 2
Nera, pensando, forse sperando che io non lo notassi, mentre spalmava la crema lenitiva sulle natiche di Rossa, le infilò, se pur per pochi millimetri, il dito medio nell’ano. Questa mossa non sfuggì ai miei occhi, e nemmeno il mugolio di piacere che Rossa emise al seguito. Lasciai che la mia schiava finisse il proprio lavoro di sollievo, per poi punirla. La feci porre in ginocchio davanti a me, testa china, mani dietro la testa. Le esposi la sua colpa, che lei ammise scusandosi, ben sapendo che comunque le sue scuse non le avrebbero tolto la punizione. Apprezzai la sua ammissione di colpa, glielo comunicai, poi la feci mettere a pecorina, mani ad altezza caviglie, e la legai con una barra munita di manette. Così aveva i due buchi esposti, e non poteva muoversi se non rotolando su un fianco, cosa che non avrebbe mai fatto. Le misi la ball gag, come sempre facevo durante una punizione, ed intimai a Rossa di mettersi ai miei piedi, e di leccarli, mentre la eseguivo. Subì 50 colpi di cane sul culo, dati con una forza più che discreta. Se dopo le cinghiate era divenuto rosso, ora era solcato di striature violacee, in alcuni punti stava già uscendo il livido. Un paio di giorni e sarebbe diventato un arcobaleno di colori. Le tolsi la ball gag e la slegai. Attaccai il guinzaglio e la portai in bagno, faccia contro il muro, mani dietro la testa. Tornai in stanza, Rossa mi aspettava in ginocchio, testa china, mani sulle cosce. La feci alzare, presi la corda e cominciai a legarle il seno. Aveva un seno di buona misura, una terza abbondante, e legarlo fu semplice e veloce. Dopo aver stretto per bene, divenne di un bel rosso vivace. Presi il cane e la colpii su seni e capezzoli, senza metterci troppo vigore, per una decina di volte. Questa volta rispose meglio, nessun lamento e nessuna lacrima. Allora feci un’altra sessione da dieci colpi, ma più vigorosi. Il risultato fu prevedibile: smorfie di dolore e voce più tremolante. Slegai i seni e li strizzai un pò nelle mani quando furono liberi, poi allungai una mano tra le sue gambe, infilandole due dita nella fica. Le ritrassi discretamente umide. Lei arrossì violentemente, posando il suo sguardo sul mio cazzo possente improvvisamente risvegliatosi. La piegai in avanti, a novanta, e frugai nelle sue intimità con le dita, mentre lei emetteva gemiti gutturali sempre più forti. Indossai il preservativo, e la presi così, scivolando dentro la sua fica come una spada nel fodero. Era così bagnata che quando estrassi il cazzo per passare al culo, era così ben lubrificato che entrò subito. La sentii contrarre il muscolo per un secondo, colta di sorpresa, poi si rilassò ed io entrai dalla porta secondaria, muovendomi dapprima con calma, poi con foga. Rimanendo dentro di lei, mi sdraiai sul letto e la feci cavalcare. Si impalava sul mio cazzo eretto con una foga a****lesca, sembrava una puledra selvaggia. La posizione però non era consona al suo rango, gliela concedetti solo per mio sfizio. La presi e la sdraiai sul letto, le spalancai le gambe e bevvi avidamente dalla sua fonte zuppa di fragranze umorali. Le misi un cuscino sotto la schiena, tenendole le gambe ben aperte, e ripresi a fotterla. Prima in fica e poi in culo, in alternanza. Aveva i buchi aperti e pulsanti, era in preda ad un fuoco sensuale inarrestabile. Si vedeva che soffriva, che era pronta ad esplodere, ma non poteva farlo, senza il mio consenso, ed a me questa cosa piaceva da morire. La negazione dell’orgasmo, sopratutto se fatta mentre le scopo a morte, è una pratica che adoro. Dopo una lunga cavalcata, arrivai al momento di esplodere. Qui, a seconda delle occasioni, cambiava il mio percorso. Il più delle volte esplodevo nel preservativo mentre ero dentro, in quale buco era indifferente, altre volte toglievo il preservativo e poi venivo dentro la figa, nel più classico dei cream pie, altre volte ancora glielo schizzavo tutto in gola con l’ordine di ingoiare ogni singola goccia. Visto che non conoscevo bene la novellina, optai per il primo metodo, esplodendo nel preservativo mentre il mio cazzo sprofondava nel culo fino alla radice. Pochi secondi prima, avevo ordinato a lei di venire. Fu un concerto di voci, urla, gemiti e piacere. Magari in quanto a colpi aveva da migliorare, ma i buchi erano davvero ben aperti. Ne fui soddisfatto. Mi ritrassi, tolsi il preservativo, ed andai in bagno. Nera mi lavò con attenzione il cazzo ed ingoiò tutto lo sperma contenuto nel preservativo.

Continua…

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